
Marco Valerio Marziale epigrammista (40-104 d.C.)

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con l'epigramma noi possiamo dire
come l'uomo pensa, vive ed agisce,
così per non volerlo contraddire,
comincio per capir come finisce.
EPIGRAMMI IN QUARTINA
Il senso abbiamo perso della morte,
ma l’immortalità noi non abbiamo:
è giusto ricordare in modo forte
che vita con la morte riceviamo.
*
Il senso abbiamo perso di saggezza,
misura al buon agire della mente,
e, quindi, noi manchiamo di certezza
per misurare il tempo del presente.
*
Il senso abbiamo perso del rapporto
umano e pure verso la natura:
necessitiamo allora di conforto
perché la solitudine è assai dura.
*
Il senso abbiamo perso della gioia,
ma l’uomo vuole sol divertimento
che, presto, si trasforma nella noia,
trovando senso, poi, nel finimento.
*
Il senso abbiamo perso di tristezza,
che in animo gentile si disperde;
comunque ci illudiamo di gaiezza,
che nel momento breve poi si perde.
*
Il senso abbiamo perso di speranza
che consacrata fu per Provvidenza:
troviamo l’illusione per costanza
e usiamo solo vita di presenza.
*
Il senso abbiamo perso dell’amore,
volendo il solo sesso praticare:
è come se il pennello del pittore
senza l’idea volesse pitturare.
*
Se noi perdiamo il senso delle cose,
lo scopo della vita non cerchiamo
e, allora, noi cerchiamo solo chiose
con cui tante illusioni confondiamo.
*
CCC
Nel silenzio del tempo si risolva
la vita ch’ebbe a fine la presenza
e Dio Visione di Pensiero assolva
la vita ch’ebbe in fine l’esistenza.
