
Marco Valerio Marziale epigrammista (40-104 d.C.)

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con l'epigramma noi possiamo dire
come l'uomo pensa, vive ed agisce,
così per non volerlo contraddire,
comincio per capir come finisce.
EPIGRAMMI IN QUARTINA
Noi del presente abbiam poca saggezza,
ché il saggio fa coscienza collettiva;
il suo pensiero svolge con franchezza
mentre rifiuta il grido e l’invettiva.
*
Il saggio padre deve preparare
ai figli tante strade pel futuro
e, quindi, deve sempre camminare
lasciando tracce sul percorso duro.
*
Vedendo l’uomo la canizie in testa
dovrebbe fare saggia riflessione:
spendere meglio quello che gli resta
perché logica sia la conclusione.
*
Negli ospedali ormai la vita muore
tra fili delle macchine in funzione:
ha perso il mondo il senso del dolore
e cerca nella scienza estrema unzione.
*
La scienza ha come fine stare bene
e la filosofia serve a capire,
ora capisco perché tante pene
con la modernità dobbiam subire.
*
Non ci saranno forse più parole
e avremo suoni invece delle lingue:
ci sono, infatti, macchine che, sole,
già parlano per l’uomo che s’estingue.
*
La tecnica che mezzo è fatto fine
non vuole più ragione nel soggetto
ed oltrepassa, quindi, il suo confine
soltanto di funzione nell’oggetto.
*
La tecnica che annulla la morale,
ponendo per suo fine la funzione,
rende oggettivo chi la rese tale,
a lui togliendo pure l’intenzione.
*
La tecnica non chiede ideologia,
che vive con il corpo dottrinale,
e, quindi, pur non vuole teologia
col fine di funzione universale.
*
La tecnica fu mezzo necessario
per migliorar l’umana condizione,
ma l’utile l’ha resa poi sacrario
sacrificando all’uomo la ragione.
