
Pietro Angelone – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
I nuovi pascoli
No, non hanno bisogno di acqua e di sole i nuovi pascoli.
La natura è presente con il falso bio e non c’è bisogno di acqua e di sole.
Tutto è programmato con ordinata minuziosa esposizione in tanta luce e, qualche volta, sottofondo musicale: la magia del superfluo, che diventa necessariamente necessario, e non si conducono più i carrelli, questi sembrano muoversi da soli e sono loro a condurre i nostri passi, mentre la mente subisce come un torpore e ci sentiamo storditi: meccanicamente, si allunga/no la/e mano/i (c’è sempre chi primeggia) per dimostrare la naturalezza del gesto e si prosegue negli appositi spazi un po’ spazientiti e molto robotizzati.
Il momento fatidico: fila, cassa e mungitoio, card, contante e un po’ di buoni pasto, buste biodegradabili e col bio la natura è salva.
Il carrello può ora riposare, ma per poco, inserito della moneta è di nuovo in servizio.
No, non hanno bisogno di acqua e di sole i nuovi pascoli.
Acquistare consumare trasformare: bambini obesi case sterilizzate calorie carboidrati diete prove costume integratori vecchiaia giovanile pasta integrale latte senza lattosio
mozzarelle light creme rassodanti sciampo antiforfora acqua minerale frizzante e frizzante naturale bevande gassate e nutritive per lo sport bitter lemon ginger succhi di frutta barrette ai cereali e snack biscotti budini chips patatine popcorn grissini frutta fresca noci semi pasta corta lunga ripiena pastina farfalle fusilli rigatoni spaghetti pennette tortellini maionese pesti ketchup sughi contadini pecorini ragù allo speck farina di mais senza glutine di malto d’orzo di grano tenero doppio 00 riso integrale cereali riso di farro e orzo zuppe minestre stufati vini alcolici spumanti
biobiobiobiobiobiobiobiobio…
Il risultato?
Fermentazione nel ventre d’Occidente e aria fermentata in quelli d’Africa, in specie vergognosamente dei bambini.
Cerco di pascolare il meno possibile.
Mi reco spesso al cimitero, davanti al loculo di mio nonno, nato nel 1894 e deceduto nel 1970, contadino, socialista cristiano e combattente ferito nella prima guerra mondiale.
Sotto l’ombra di un albero raccoglieva molliche di pane, nel riposo del pasto, pane fatto con cura dalla nonna, e questo ricordo mi fa piangere.
Pascolava il frutto del suo sudore.
Per questo odio l’aria condizionata.
Il sudore deve evaporare naturalmente e lasciare la traccia del suo odore sulla pelle,
non può morire prima di nascere.
