
Marco Valerio Marziale epigrammista (40-104 d.C.)

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con l'epigramma noi possiamo dire/ come l'uomo pensa, vive ed agisce, / così per non volerlo contraddire, / comincio per capir come finisce.
*
Ognun dovrebbe dir quello che vuole
e il pubblico farebbe da coscienza,
ma nel privato, invece, ciascun suole
trovare alla morale pertinenza.
*
Se l' obbligo risulta come norma,
la libertà consente praticarlo:
questa, per conseguenza, dà la forma
e, quindi, il modo pur di condannarlo.
*
Il vizio vien chiamato pure male
e siamo pronti pure a condannarlo;
gli stessi non lo chiamano più tale,
se vogliano in privato praticarlo.
*
Il fumo ben sappiamo che fa male ,
ma il fumatore aspira senza fretta,
pensando che, per vizio, la morale
non può curarsi con la sigaretta.
*
E' giusto avere buona conoscenza
per meglio sviluppare la ragione,
ma va privilegiata la coscienza
se, per ragione, c'è contraddizione.
*
L' idea di Dio necessita pensiero,
mentre la forma esige conoscenza,
nella sostanza ricerchiamo il vero,
norma morale vuole la coscienza.
*
La voce, per morale, non ha suono
e noi la distinguiamo per coscienza
che all'uomo è stata data come dono
col fine di giudizio alla presenza.
*
Noi nel peccato, detto pure male
manifestiamo origine all' azione
e col pensiero, fatto razionale,
agiamo moralmente per ragione.
*
La fede è la ragione del cristiano
e viene espressa con la devozione,
ma la filosofia, non sembri strano,
comunica il pensiero alla ragione.
*
Se il Diavolo t' induce in tentazione,
puoi nel Signore sempre rifugiarti,
ma credo che sia umana condizione
prima peccare e dopo rinnovarti.
