Pietro Angelone – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

Se è giusto

È giusto vivere con il dio denaro imperante e invisibile?

È giusto sacrificare la mente con l’asservimento alla banalità?

È giusto scordarci dei percorsi conclusi e non sapere quali giorni ci attendono?

È giusto vestire la nostra nudità soltanto con la funzione di comparire?

È giusto concedersi alla folla per esistere, se questa non sa a chi concedersi?

È giusto rinunciare alla sacralità dell’antico mito per quelli moderni?

È giusto violentare madre natura non sapendo di vivere nell’incesto?

È giusto che l’azione del potere non sia congrua con il dovere sfruttando le convinzioni altrui?

È giusto sperare nell’avvenire dimenticando il tempo che divenne?

È giusto che il traguardo della vita non abbia la necessità della speranza?

È giusto il profitto per l’impegno se il diritto non è parametro sociale?

È giusto che il corpo non abbia solchi e tracce del tempo passato, se questo segna comunque la tua età?

È giusto ripensare alle speranze vissute per il sesso in giovinezza se questo è volgare in vecchiaia?

È giusto che il ventre raccolga il seme se, poi, questo non è maturato con la fecondazione della vita?

È giusto che il padre prepari ai figli le strade per il futuro senza lasciar tracce nel suo presente?

È giusto….?

Mah!