
Dante Alighieri ritratto dal pittore Sandro Botticelli
Mariella Zadro
“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita” …
Questi i primi versi della grande opera letteraria, che il Sommo Poeta ci ha lasciato, la Commedia.
Fu Giovanni Boccaccio, altro scrittore e poeta, che la definì Divina Commedia, in quanto nell’opera, Dante Alighieri è il protagonista di un viaggio immaginario attraverso il mondo dei morti: l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
Il primo di settembre, è stato presentato il progetto Viva Dante-Ravenna 2020/2021 dove si prevedono diversi interventi tra arte e letteratura a partire dal 5 settembre, sino all’autunno 2021 che vedrà, a conclusione delle iniziative, la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Ora, a distanza di 700 anni dalla sua morte che è avvenuta a Ravenna il 13 settembre del 1321, la sua maggiore opera è conosciuta in tutto il mondo.
Per festeggiare al meglio questa ricorrenza, su proposta del Ministro per i beni culturali e turismo, Dario Franceschini, è stato istituito il Dantedì.
Infatti, il 25 marzo, data individuata, come inizio del viaggio della Commedia, tutti gli alunni dall’infanzia all’università, hanno programmato attività culturali, per valorizzare al meglio il “padre” della lingua italiana.
Anche il ritratto della sua immagine è particolare e inconfondibile.
Il più celebre è senza dubbio, quello del grande pittore Sandro Botticelli che lo ritrae di profilo, con un’espressione austera, i lineamenti molto marcati, il copricapo fermato da una corona di alloro e vestito di rosso.
Mentre, a Domenico di Michelino, viene commissionato in occasione del duecentesimo anniversario dalla morte, di dipingere la sua opera “Dante e il suo poema”, che possiamo ammirare presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore.
Domenico di Michelino: “Dante e il suo poema”
Qui si vede la figura del poeta per intero, un particolare della città di Firenze e una ricostruzione degli ambienti dell’opera ricavata da una attenta e scrupolosa lettura delle terzine della Commedia.
Oltre a mostre, pubblicazioni, rappresentazioni teatrali e letture delle sue opere, anche il mondo dei “camminatori” si è mobilitato per il poeta.
Il progetto nasce da un’idea di tre amici: Giordano Bezzi, Oliviero Resta e Pietro Barberini, che ritrovandosi a parlare di storia, sono andati a cercare tutti i luoghi frequentati da Dante.

Ecco che è nato “Camminodante”, un percorso ad anello, partendo da Ravenna o da Firenze, per un totale di circa 400 km con 20 tappe, attraversando la Romagna, la Toscana ed il Casentino https://www.camminodante.com/tappe-e-percorso/citta-del-cammino-2/
Nulla è lasciato al caso, la città di Ravenna, vuole rendere omaggio al suo poeta, senza tralasciare alcun aspetto.
Sarà proprio presentato martedì prossimo, “Silent Play per Dante”, un’iniziativa che prevede una speciale visita guidata tra tecnologia e sceneggiatura, un percorso performativo sonoro, teatrale poetico coinvolgente.
Il Comune ha organizzato il sito www.ravennaexperience.it.
(Ravenna Incoming) e le prenotazioni delle visite guidate su: www.turismo.ra.it
Ora, prendiamo in prestito l’ultimo verso dell’Inferno: “E quindi uscimmo a riveder le stelle” per dire che, l’opera del Sommo Poeta, ha contribuito alla rinascita dopo il lockdown, infatti, sono ricomparsi i visitatori sulla tomba del poeta, mettendosi pazientemente in fila, approfittando per rileggere alcuni versi di questa straordinaria opera letteraria, che resiste oltre il tempo.
