

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Contrasti poetici contemporanei
Ha il tempo moderno i suoi contrasti,/ e pure nelle ottave, ben s’intenda:/
ve li propongo, sperando che basti/ e lo sviluppo non li disattenda.
La religione
La vecchia religione (1)
“Preghiere, devozioni e penitenze,
Rosario in un latino deformato,
invocazioni al cielo ed astinenze
e il segno della croce rispettato
bestemmie tante, quante l’indulgenze
e un posto in paradiso ricercato,
la nascita, il peccato, tante pene,
le confessate colpe, il male e il bene”.
La nuova religione (2)
“Cose passate, niente che conviene,
ognuno pensa al bene personale,
consumo idolatrato e pance piene,
ricerca del piacere più banale,
chiese deserte per uomini iene,
niente confine più tra bene e male:
ahimè, ahimè, mi sento agonizzante,
ti chiedo di non essere sprezzante”.
(1)
“Quanto affermasti è molto imbarazzante,
in verità mi sento assai sconvolta,
quello, che tu mi dici, e, sì, angosciante
però non c’è nessuno che l’ascolta
e la cosa risulta sì allarmante
d’aver bisogno proprio di una svolta:
ci vuol rinnovo nella tradizione,
lo dico con estrema convinzione”.
(2)
“Parlasti bene, bella riflessione,
però la colpa a chi va addebitata
di questa sconsolante situazione?
Qualcuno o qualcosa l’avrà creata?
Ora che siamo nella conclusione
mi sento veramente raggirata;
hai, prima, tu parlato di una svolta
ma mi dovresti dire chi ci ascolta!”.
