
Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Contrasti poetici contemporanei
Ha il tempo moderno i suoi contrasti,/ e pure nelle ottave, ben s’intenda:/
ve li propongo, sperando che basti/ e lo sviluppo non li disattenda.
Le elezioni
L’elettore votante (1)
“Della democrazia sono elettore
perché decider voglio la mia sorte,
sì che lo Stato si faccia migliore
e il popolo non soffra cose storte,
sentendomi così miglioratore
e la Nazione intanto sia più forte:
pertanto col mio voto decisivo
da cittadino sono proprio attivo”.
L’elettore non votante (2)
“Il tuo discorso è assai approssimativo
e cerchi di mentir proprio a te stesso,
ti senti dello Stato costruttivo
ma dalle decisioni sei estromesso,
anzi mi sembri proprio auto lesivo
al punto che ti dico tu sei fesso
ed il tuo voto, sai, non conta niente
ripetendolo in rima apertamente”.
(1)
“Ma cosa dici, cosa tieni in mente (!),
io col mio voto popolo mi sento,
con l’astensione tu sei solo gente
che si riduce a fare abbaiamento
sì, proprio come un vero deficiente,
al qualunquismo sei buon’alimento:
così rinunci ad ogni decisione
rovinando te stesso e la Nazione”.
(2)
“Sarebbe questa la tua conclusione (?)
avverso una politica perversa.
ragiona meglio, mettici attenzione,
l’idea della politica s’è persa
mentre prevale solo l’ambizione
che nei Rappresentanti ormai imperversa:
il voto mio non è più dovere,
pertanto qui t’impongo di tacere”.
