Marco Valerio Marziale epigrammista (40-104 d.C.)


Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Con l'epigramma noi possiamo dire/ come l'uomo pensa, vive ed agisce, / così per non volerlo contraddire, / comincio per capir come finisce.  

*

Noi gli animali spesso maltrattiamo,

portando sui lor corpi la violenza,

ma certo che non bene li trattiamo

quando ne pretendiamo equivalenza.

*

Le forme del cavallo son bellezza,

ma furono pur segno della guerra:

l'asino, mite, con la sua bruttezza

d'aiuto fu per l'uomo sulla terra.

*

Io col mio cane spesse volte parlo

e lui mi guarda e cerca di capire:

l'ho fatto, lo farò, cerco di farlo

perché lo sguardo suo non sa mentire.

*

Io col mio gatto spesse volte parlo

e lui mi guarda sempre ben attento:

l'ho fatto, lo farò, volendo farlo,

cercando di capire s'è contento.

*

Deve mangiare l' uomo per campare

e il cibo è consumato per la vita;

se questo consumiamo per mangiare

la vita consumata è già finita.

*

Quando lo stadio vomita la gente

il pranzo dello sport è consumato,

le briciole rimaste sono niente

ché tutto quanto venne divorato.

*

Il gioco è stato fatto per giocare

ed il bambino, sì, rende felice;

se invece lui lo deve consumare,

il gioco, consumando, contraddice.

*

E' fatta così bene la reclame,

che serve per convincere la gente,

al punto che mangiamo senza fame

e nella pancia non rimane niente.

*

Il consumar vuol dire prender seco

qualcosa che pel corpo è preparata;

se col consumo noi facciamo spreco,

per altri corpi già l'ho consumata.