Marco Valerio Marziale epigrammista (40-104 d.C.)


Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Con l'epigramma noi possiamo dire/ come l'uomo pensa, vive ed agisce, / così per non volerlo contraddire, / comincio per capir come finisce.  

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Se la preghiera serve per la morte,

comunque è utilizzata per la vita

nel tentativo di cambiar la sorte

che vede la ragione convertita.

*

Le carte sono fatte per il gioco

e non per provocar quel ch' è la sorte:

è come nella vita, ci vuol poco

e rischi di giocare con la morte.

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Si dice che la vita sia mistero

e, come tale, non ha spiegazione:

e come ricercare ciò ch'è vero

avendo per ricerca l'illusione.

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Si dicono cambiate le stagioni

e il tempo non è quello d'una volta,

ma restano invariate le illusioni

perché la vita non è mai risolta.

*

La vita trascorriamo nello spazio

e il tempo ci misura l'esistenza:

deve pagare ognuno il proprio dazio

perché la tassa esige la presenza.

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Se dalla vita riceviam dolore

dall'animo possiamo aver conforto;

forse ne capiremo il gran valore

e non vivremo più col corpo morto.

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E mentre il tempo passa lentamente

la morte da sorniona non ha fretta,

ma corre invece illusa tanta gente

perché non si domanda chi l' aspetta.

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Nel fluido della vita c'è calore

che viene raffreddato con la morte

e questa, con giudizio, somma le ore

che furon già contate dalla sorte.

*

Non è importante come siamo nati,

ma sapere soltanto che ci siamo;

se dall'inizio siamo allontanati

poi, con la vita, ci riavviciniamo.

*

I gatti son detti pur felini

ché la natura l'ha così formati;

se in casa li trattiamo da bambini,

ebbene sono proprio sfortunati.