
Marco Valerio Marziale epigrammista (40-104 d.C.)

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con l'epigramma noi possiamo dire/ come l'uomo pensa, vive ed agisce, / così per non volerlo contraddire, / comincio per capir come finisce.
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Se la preghiera serve per la morte,
comunque è utilizzata per la vita
nel tentativo di cambiar la sorte
che vede la ragione convertita.
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Le carte sono fatte per il gioco
e non per provocar quel ch' è la sorte:
è come nella vita, ci vuol poco
e rischi di giocare con la morte.
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Si dice che la vita sia mistero
e, come tale, non ha spiegazione:
e come ricercare ciò ch'è vero
avendo per ricerca l'illusione.
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Si dicono cambiate le stagioni
e il tempo non è quello d'una volta,
ma restano invariate le illusioni
perché la vita non è mai risolta.
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La vita trascorriamo nello spazio
e il tempo ci misura l'esistenza:
deve pagare ognuno il proprio dazio
perché la tassa esige la presenza.
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Se dalla vita riceviam dolore
dall'animo possiamo aver conforto;
forse ne capiremo il gran valore
e non vivremo più col corpo morto.
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E mentre il tempo passa lentamente
la morte da sorniona non ha fretta,
ma corre invece illusa tanta gente
perché non si domanda chi l' aspetta.
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Nel fluido della vita c'è calore
che viene raffreddato con la morte
e questa, con giudizio, somma le ore
che furon già contate dalla sorte.
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Non è importante come siamo nati,
ma sapere soltanto che ci siamo;
se dall'inizio siamo allontanati
poi, con la vita, ci riavviciniamo.
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I gatti son detti pur felini
ché la natura l'ha così formati;
se in casa li trattiamo da bambini,
ebbene sono proprio sfortunati.
