
Sant'Elena
MARTEDÌ 18 AGOSTO - SANT'ELENA a cura di ALESSANDRO BERDOZZI di 10 anni e di sua mamma Elisabetta
SANT'ELENA del IV secolo - madre dell'Imperatore Costantino.
Il nome di Elena indica il sole, fonte di luce e di calore.
Avrebbe quindi il significato di splendore, quasi sinonimo di femminile bellezza. Se l'Elena di Omero rappresenta il lato fisico e sensuale di tale bellezza, l'Elena cristiana, cioè la Santa di oggi, ne rappresenta il lato morale, spirituale. Elena era una donna di grande fascino se, pur essendo di famiglia plebea, piacque al tribuno militare Costanze Cloro, dal quale ebbe un figlio, chiamato Costantino.
La legge romana non riconosceva l'unione di due persone di classi sociali così diverse, e perciò l'Imperatore Diocleziano costrinse il suo tribuno militare a ripudiare quella che era, per lui, nient'altro che una concubina. Elena perse così il marito e il figlio, e sembrò sparire per sempre dalla scena, addolorata ma piena di dignità nell'ingiusta umiliazione. Ma quando, morto Costanzo, le legioni della Britannia portarono sugli scudi il figlio di Elena, Costantino si ricordò della madre e la volle al suo fianco, con il titolo di nobilissima foemina. Elena seguì il figlio, quando Costantino scese in Italia per abbattere il malgoverno di Massenzio. Tutti sanno come il giovane condottiero issasse sui labari la disprezzata Croce di Cristo, e vincesse a Ponte Milvio, nel 312, l'avversario Massenzio.
Con lui, incontrastato Imperatore, Elena ebbe allora il titolo di Augusta. Non si sa bene chi dei due, madre e figlio, si convertisse per primo al Cristianesimo. Lo storico Eusebio dice che Costantino portò la madre alla fede, ma più probabilmente fu Elena a convertire il figlio. Fatto sta che a Roma, madre e figlio fecero a gara nella costruzione delle prime basiliche. In più, Elena, alla quale l'Imperatore permetteva di disporre del tesoro imperiale, si dedicò con femminile generosità alle opere di misericordia verso i poveri e i bisognosi di Roma. Dopo la vittoria di Costantino su Licinio, Imperatore dell'Oriente, Elena abbandonò Roma per rivolgere le sue cure alla Palestina, ormai sotto il dominio diretto di Costantino. Giunta a Gerusalemme, divenne una specie di devota esploratrice dei Luoghi Santi, che volle segnare con monumentali chiese.
Così, a Gerusalemme, per suo merito, sorse la cosiddetta Basilica dell'Anastasis, sul Sepolcro di Cristo; un'altra basilica costruì sulla grotta di Betlem, un'altra ancora sul Monte degli Olivi. Eseguì scavi sul Calvario, allo scopo di rintracciare la Croce della salvezza e della redenzione. Sant'Ambrogio dice che, giunta al Calvario, Elena esclamò: «Ecco il luogo del combattimento. Dov'è la vittoria? Io cerco lo stendardo della salute e non lo vedo». Narra poi come giungesse al ritrovamento del legno su cui era spirato Gesù. E proprio su questo punto si intrecciano le più fantasiose leggende.
Una ebbe nel Medioevo una strepitosa fortuna. Narrava come, trovando tre croci uguali, Sant'Elena riuscisse a distinguere quella del Redentore ponendovi sopra un morto. Al tocco di quella di Gesù, il morto resuscitò. Questa leggenda ispirò gli artisti cristiani, che fecero a gara nel dipingere la storia della madre di Costantino, alla ricerca della vera Croce. L'augusta madre di Costantino, primo Imperatore romano convertito alla nuova fede cristiana.
