
Montefiascone - Il Lago di Bolsena e Villa Serena, residenza per anziani
A cura della dott.ssa Ilaria Alesse, Psicologa e Psicoterapeuta
A raccogliere le storie la persona più adatta è chi vive con gli ospiti di Villa Serena, la dott.ssa Ilaria Alesse, Psicologa e Psicoterapeuta, che ringrazio per la professionalità e la disponibilità nell'assumere un sì particolare impegno. (m.g.)
Concetta Z. “Adolescenza“
Ricordo con grande emozione la mia adolescenza perché andavo a ballare la domenica con il fidanzato dalle 21 fino a 24 e durante la settimana dalle 15 alle 18 sempre e comunque accompagnata dai miei fratelli, mentre nelle ore libere insegnavo alle mie amiche a ballare.
Mi piaceva tantissimo il valzer e il tango e con alcune di loro ancora oggi ci sentiamo in particolar modo con Rita e Cristina.
Vivere negli anni 50 era strano, i nostri genitori venivano dalla guerra ed erano in grado di fare tutto autonomamente, la mia mamma cucinava di tutto e anche i vestiti venivano realizzati autonomamente, ricordo che una volta mi fece un vestito bellissimo di velluto nero con i ricami bianchi, all’epoca andavano le gonne larghe e colorate e si iniziavano a vedere le scarpe con il tacco.
D’estate mi piaceva andare al mare e il costume che indossavo era intero e anche se la moda stava cambiando con l’uscita del costume a due pezzi. non me lo potevo mettere altrimenti si rischiava lo scandalo. Sebbene la mentalità stesse velocemente cambiando i nostri genitori venivano sempre e comunque da un periodo di grande sofferenza con una dottrina molto conservativa.
Se eri nata donna non potevi esimerti dal fare i lavori domestici e senza che nessuno te lo chiedesse uno dei compiti principali era quello di aiutare la mamma così per poter apprendere tutte le funzioni che una donna doveva fare in casa, invece i maschi aiutavano il papà in campagna.
Per gli spostamenti si utilizzava la bicicletta, io avevo una Legnano di colore verde che era costata 30.000 lire, un'esagerazione per l’epoca, ma per me era la più bella che ci fosse stata perché avevo la fortuna di possedere una bicicletta.
