
Faleria, chiesa di San Giuliano, particolare di affresco quattrocentesco con l’immagine del santo patrono; sullo sfondo, il paesaggio del paese con il castello degli Anguillara.
Vincenzo Ceniti Console Touring
L’incredibile storia del patrono di Faleria.
Giuliano durante una battuta di caccia trafisse per sua disgrazia un cervo fatato che prima di morire gli fece una premonizione agghiacciante: “Ucciderai i tuoi genitori”.
Sconvolto da questo anatema, scappò di casa, il più lontano possibile dal padre e dalla madre. Conobbe in terra sconosciuta una nobile castellana e la sposò.
I genitori, che da tempo stavano alla ricerca del figlio, giunsero un giorno al castello di Giuliano dove, in sua assenza, vennero accolti dalla moglie. La premurosa nuora li fece rifocillare offrendo loro il proprio letto perché potessero meglio riposare dal lungo viaggio. Giuliano, insidiato dal diavolo, ritornò improvvisamente di notte e trovando il talamo nuziale occupato, ebbe l’impressione di vedere nella penombra sua moglie giacere con un amante.
Accecato dall’ira sfoderò la spada e uccise, secondo la profezia, i malcapitati genitori. Per redimere l’anima dall’infame delitto, giurò penitenza affrontando una vita di carità nei confronti del prossimo e soprattutto dei malati e dei bisognosi, trasformando il suo castello in un ospedale.
Si adoperò anche per traghettare i pellegrini da una riva all’altra di un corso d’acqua alquanto malsicuro. In una notte di tempesta, visto un lebbroso in difficoltà nel fiume, incurante del pericolo del contagio, scese in acqua e lo soccorse. Mentre lo trasportava sulle braccia, s’accorse che quel lebbroso era Gesù in persona, che, dopo averlo benedetto, sparì.
Giuliano, detto l’ospitaliere (o il povero), è venerato in molti paesi europei (Belgio, Francia, Spagna) e in Italia dove non poche città ricorrono alla sua protezione, come Macerata che conserva nell’atrio della pinacoteca comunale una scultura con il santo a cavallo del 1326 e, nella volta del presbiterio del Duomo (a lui dedicato), un affresco moderno degli anni Trenta sugli episodi della sua redenzione. A Roma, la chiesa tardo seicentesca di San Giuliano Ospitaliere (nei pressi di largo Argentina) è dal 1844 tempio nazionale dei Belgi.
A Faleria la devozione per san Giuliano ospitaliere, eletto a patrono del paese dopo il 1442, è particolarmente radicata nei fedeli che la esprimono con singolari gesti di fede. Intanto viene celebrato due volte all’anno, a gennaio e maggio. La seconda domenica di gennaio, oltre alla santa Messa si svolge la processione e si procede, nella chiesa a lui dedicata, al sorteggio di due capi-famiglia (festaroli) che avranno il privilegio di conservare nelle rispettive abitazioni il piccolo simulacro del suo corpo in metallo con l’obbligo, specialmente durante la prima settimana, di aprire la porta a chiunque desideri venerarlo.
La sua singolare tragedia rivive in molti testi latini, di lingua romanza e contemporanea. Gustave Flaubert ne ha fatto il personaggio di uno dei “Tre racconti” dal titolo “San Giuliano Ospitaliere”, scritto tra il settembre del 1875 e il febbraio successivo.. San Giuliano è considerato il protettore dei barcaioli, dei locandieri e dei viaggiatori.
Nella foto
Faleria, chiesa di San Giuliano, particolare di affresco quattrocentesco con l’immagine del santo patrono; sullo sfondo, il paesaggio del paese con il castello degli Anguillara.
