Nostra Signora del Monte Carmelo (o anche del Carmine, dal corrispondente spagnolo Virgen del Carmen) è uno dei titoli con cui viene invocata Maria, madre di Gesù.

Il titolo del monte Carmelo ricorda l'eredità spirituale del profeta Elia, uomo contemplativo e strenuo difensore del monoteismo israelitico. Quindi il culto della Vergine del Monte Carmelo affonda le sue radici più profonde ben nove secoli prima della nascita di Maria.

Secondo il Primo Libro dei Re, infatti, il profeta Elia (IX secolo a.C.) si stabilì sul Monte Carmelo, una catena montuosa dell’Alta Galilea, a sud-est di Haifa dove, secondo la tradizione, la sacra Famiglia avrebbe in seguito sostato di ritorno dall'Egitto.

Egli vi fondò una comunità di uomini, difendendo la purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui ebbe la visione di una piccola nube "come mano d'uomo" che dal mare si alzava verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. Si legge infatti: «Elia disse ad Acab: "Su, mangia e bevi, perché sento un rumore di pioggia torrenziale". Acab andò a mangiare e a bere. Elia si recò alla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia.

Quindi disse al suo ragazzo: "Vieni qui, guarda verso il mare". Quegli andò, guardò e disse. "Non c’è nulla"! Elia disse: "Tornaci ancora per sette volte". La settima volta riferì: "Ecco, una nuvoletta, come una mano d'uomo, sale dal mare". Elia gli disse: "Va' a dire ad Acab: attacca i cavalli al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia"! Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento; la pioggia cadde a dirotto. Acab montò sul carro e se ne andò a Izrèel» (1 Re 18, 41-45). In questa immagine della nube, i Padri della Chiesa vedevano il simbolo della Vergine Maria che, portando in sé il Verbo di Dio, ha donato al mondo vita e fecondità e continua a offrire agli uomini la sua potente intercessione.

Questa tradizione, propagata massimamente nel periodo medievale, è arrivata intatta fino ai giorni nostri. A imitazione di Elia, nel XII secolo, alcuni eremiti si ritirarono sul Carmelo con l'intento di dedicarsi al culto divino sotto il patrocinio della beata Vergine Maria, madre di Dio. Da tale comunità eremitica ebbe inizio l'Ordine carmelitano, che promosse il culto di Maria con questo titolo. La Vergine del Monte Carmelo non è solo la patrona dei Carmelitani, ma anche di coloro che ne indossano lo scapolare e di coloro che si impegnano a viverne la spiritualità. Nell'iconografia la Vergine è rappresentata con il Bambino Gesù in braccio, spesso con abito e scapolare bruni e mantello bianco, nell'atto di mostrare lo scapolare carmelitano. Nell’XI secolo i crociati trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio.

Agli inizi del Duecento Giacomo di Vitry riferisce che essi "sull'esempio e imitazione del del profeta Elia, presso la fonte che di Elia porta il nome" abitavano in un alveare di piccole cellette "come api del Signore, producendo dolcezza spirituale". In questo modo il Carmelo acquisiva definitivamente le sue due peculiarità: il riferimento al profeta Elia e il legame alla Vergine. Verso il 1235, i frati dovettero abbandonare il medio Oriente, a causa dell’invasione saracena, stabilendosi perlopiù in Europa. Nel 1251 il frate Simone Stock, che una tradizione ritiene fosse il priore generale dell'Ordine, la domenica 16 luglio ebbe la visione della Vergine, circondata dagli angeli e con il Bambino in braccio.

La Madonna gli mostrò uno scapolare e gli disse: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno». In questo modo la Vergine lasciava nelle mani di Simone il pegno della "Grande Promessa": la protezione e la salvezza eterna a chi indossava il suo santo abito. In origine lo scapolare era un indumento senza maniche e aperto sui lati. Nel Medioevo veniva utilizzato da monaci e frati per ricoprire l’abito sul petto e sulla schiena. Oggi l'abitino del Carmelo si è ridotto di dimensioni ed è formato da due pezzetti rettangolari di lana marrone uniti da stringhe. Viene portato sul petto e sulla schiena.