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Prof. Giuseppe Occhini
Il ripetersi di articoli relativi alla religione ed alla Chiesa cattolica mi induce ad intervenire di nuovo con un paio di considerazioni.
Le tre esistenti religioni monoteistiche sono fondate su di una rivelazione divina che sarebbe pervenuta agli uomini in vario modo. Ora, una verità rivelata da Dio stesso non può non essere assoluta, eterna ed immutabile e quindi non modificabile. I fedeli di una di queste religioni non possono quindi pretendere, sotto l’influsso di moderni principi filosofici, sociologici o politici, di poter abrogare, aggiornare, “migliorare” parte delle loro religioni. La Rivelazione infatti rende incompatibile l’esistenza di autonomi e superiori saperi umani che possano sindacare la veridicità, la giustezza, l’opportunità, l’attualità del messaggio divino.
Nel caso dei Cattolici, neppure il Papa o i Concili potrebbero modificare questo inoppugnabile stato di cose. La loro competenza, oltre i fatti amministrativi e disciplinari della Chiesa, come già detto in precedente occasione, riguardano la proclamazione dei dogmi (verità non esplicitamente dichiarate dalla Rivelazione), la censura di dottrine eterodosse, le direttive etiche adottabili nei confronti di problematiche contingenti. Non sono in contrasto con quanto sopra affermato le parole di Gesù a Pietro: qualunque cosa avrai legata sulla terra, sarà legata anche nei cieli; e qualunque cosa avrai sciolta sulla terra sarà sciolta anche nei cieli. Matteo 16,19. Ciò che Pietro può legare o sciogliere non riguarda ovviamente l’insegnamento di Cristo.
Un punto che credo meriti di essere chiamato in causa riguarda un altro passo del Vangelo di Matteo: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,con tutta l’anima tua, con tutta la tua mente. Questo è il massimo e il primo comandamento. Il secondo poi è simile a questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso . Matteo 22, 37- 38-39.
Nei tempi odierni molti fedeli e non pochi preti concentrano l’attenzione sul secondo e sorvolano sul primo. In tal modo la Chiesa attuale, attenuando sempre più il sacro, tende ad assumere le caratteristiche di benemerita istituzione umanitaria, condivisibile anche da coloro che sono estranei alla fede nel Cristo. Per amare il prossimo, e limitarsi solo a questo, non sarebbero in effetti necessari neppure i sette sacramenti compreso il battesimo. Detto in altre parole, per il cristiano, in particolare per il cattolico, l’amore del prossimo è fondamentale ma non esaustivo della fede cristiana.
Ciò premesso resta il problema di stabilire se tutto nella Chiesa debba restare per sempre immutabile. E’ evidente che in linea di principio si possa affermare che assolutamente immutabile dovrebbe restare solo tutto ciò che concorre alla sostanza della fede, cioè la Rivelazione e l’insieme dell’elaborazione dogmatica ratificata dalla Chiesa, mentre modificabile sia la parte formale.
In effetti nel volgere dei secoli la Chiesa ha spesso modificato le sue strutture organizzative, le sue procedure liturgiche, la disciplina del clero e degli ordini religiosi, ecc. ma ciò non dovrebbe significare che nell’ambito di ciò che è formale tutto sia conveniente. Sarebbe infatti discutibile se tradizioni secolari meritino di essere senza tanto riflettere modificate; la ristrutturazione della Messa e l’abolizione della lingua latina, ad esempio, quali reali vantaggi abbiano determinato è cosa opinabile; certamente non è cresciuto il numero dei fedeli.
