Prof. Giuseppe Occhini
Ho letto l’articolo del Prof. Mattioli sulla Chiesa Cattolica. A tal proposito non intendo fare commenti e mi limito ad esporre, dal mio punto di vista, alcune riflessioni.
Le religioni sono basate su alcune presupposte verità di fede; gli aderenti ad una religione hanno pertanto l’obbligo di conoscere tali verità e conformarsi ad esse.
Tali verità possono essere evidenti oppure abbisognano d’essere svelate o interpretate.
I Padri della Chiesa nei primi secoli del cristianesimo, e tutti i teologi delle epoche successive, si sono per secoli impegnati ad individuare e chiarire ciò che poteva sembrare oscuro e controverso anche se parte essenziale della fede religiosa. Il messaggio evangelico, le lettere degli apostoli e l’intero insieme del Nuovo Testamento lasciava infatti spazi che necessitavano d’essere colmati per evitare atteggiamenti e credenze incompatibili.
La Chiesa non lasciò tale compito alla libera e personale opera dei fedeli ma indisse Concili che sulla base della tradizione apostolica, dell’autorevole opinione dei Padri e della convinzione dell’opera illuminante dello Spirito Santo, proclamavano le verità di fede in cui si dovesse credere.
Parte importante di tali verità furono definite nel 325 nel concilio di Nicea, ed in un successivo Concilio di Costantinopoli, con la proclamazione del Credo Niceo Costantinopolitano, perfezionamento ed ampliamento del precedente Credo Apostolico.
Queste verità di fede o dogmi non sono però solo quelli espressi nel Credo perché altri se ne aggiunsero in seguito col progredire della ricerca teologica, ad esempio l’esistenza del Purgatorio, l’Immacolata Concezione di Maria, la sua Assunzione in cielo, l’infallibilità del Papa.
Attualmente una rilevanza notevole assume il dogma dell’infallibilità del Papa la quale è limitata solo a quando egli parla “ex cattedra”, cioè quando,come successore di Pietro, esercita il suo ufficio di supremo Pastore e Dottore di tutti i fedeli.
Tale infallibilità non concerne quindi la sua qualità e la sua attività di sovrano della Santa Sede. In generale l’infallibilità non riguarda fatti, opinioni, comportamenti non direttamente o indirettamente collegati alle verità della fede.
Tale infallibilità può anche non riguardare quelle parti delle encicliche papali non connesse a problemi teologici o morali, ad esempio le questioni economiche e sociali il cui valore può essere solo quello di autorevole punto di riferimento.
