

Carlo Maria D'Orazi, Presidente del Centro Ricerche e Studi di Capranica
I potenti non ti ascoltano, o Signore
I potenti non ti ascoltano, o Signore
non hanno riguardo verso i tuoi decreti,
non amano distinguere tra bene e male
loro seguono solo il loro orgoglio e la loro superbia
e dimenticano di essere figli di Dio,
rinnegano le loro origini cristiane
e seguono solo false e deleterie ideologie
che li portano lontano dal tuo cuore.
Tu che sei fonte di verità e di giustizia
per loro sei solo un Dio scomodo e invadente
che non consente di seguire i loro perversi istinti
con i quali pretenderebbero di governare i popoli.
Le genti di questo mondo sono allo sbando, o Padre,
vogliono l’aborto, il divorzio, valorizzano l’omosessualità
e consentono unioni contro natura e contro Dio
e il creato soffre perché l’uomo è lontano da te.
Il segreto della felicità non è l’anarchia e l’egoismo
ma essere in armonia con te, o Eterno, e con la natura.
L’uomo, da sempre, ha cercato la felicità su questo mondo
ma non la troverà mai lontano dal tuo cuore e dai tuoi insegnamenti,
solo il tuo amore, o Padre, può riversare in noi la gioia e la pace
e la consapevolezza di vivere secondo verità e giustizia.
I tuoi decreti li hai stabiliti per noi non per sottoporci a costrizione
ma per guidarci sulla via dell’amore e della pace.
I governanti di questo mondo vogliono uno Stato laico
cioè senza un Dio che illumini e guidi le loro menti
e vogliono seguire i falsi valori e i perversi istinti
derivati dalle sanguinose rivoluzioni del passato
come quella francese del ‘700 e quella russa del ‘900,
i potenti non vogliono capire che senza te non c’è futuro;
lo Stato, al contrario, deve essere basato su solide fondamenta
ovvero su i tuoi stupendi e veritieri princìpi cristiani, o Signore.
Quando i governanti di questo mondo ascoltano solo la propria superbia
e consentono al popolo di seguire le strade dell’anarchia e dell’egoismo
questo condurrà alla distruzione graduale della civiltà su questa terra
e farà sprofondare l’umanità nella desolazione del peccato.
Per i potenti che hanno voluto e diffuso ostinatamente le empietà
ci sarà la condanna per il male compiuto e il fuoco eterno,
per i giusti che avranno, comunque, perseverato secondo verità e giustizia
ci sarà, invece, il premio eterno della beatitudine nella gloria del cielo.
