Italia

Vi sono troppi “intanto” e pochi “e” sui bisogni reali della gente, delle imprese, delle campagne che chiedono braccia aperte e soluzioni concrete per il “dopo”, per riparare i danni procurati dal virus.

Forse, giungerà il momento di accontentarsi della luce del giorno, ma oggi pare davvero difficile abituarsi all’idea che l’uomo in pericolo sia esso stesso il pericolo. La libertà di pensiero e di impresa non finisce mai, anche se si sente come un’impressione contraria ed è come se vivessimo con il permesso. Forse, non basta slegare le campane pasquali per rompere il silenzio delle monadi, che a milioni convivono strette sui piani dei palazzi, nelle strade deserte delle Città e sopra i cortili abbandonati dai suoni del giorno, dai giochi e dai rumori dei fanciulli, mentre altrove fioriscono gli alberi di Giuda così eleganti e gentili e con i loro fiori rosa porpora perfetti per ornare le coste ed i giardini.

Sull’arenile di Posillipo, a Napoli, si legge un augurio nella sabbia: “Tutto andrà bene”. Sarà così ?. La crisi economica farà le sue vittime e sarà davvero difficile impedire il crollo dell’economia italiana, già fragile prima dei tragici eventi. Il Coronavirus ci ha regalato una parola nuova, una specie di termometro delle particolari esigenze di rimborso e di erogazione: la parola è “condizionalità”, una espressione tecnica per dire che se non si soddisfano certe regole si rimane a bocca asciutta.

La ferma opposizione di Germania, Paesi Bassi, Austria e Finlandia alla emissione di Eurobond non promette nulla di buono e pari, anzi, una pesante ipoteca sull’accesso agli aiuti previsti dal Mes: prima di strangolare l’Italia come, purtroppo, è già avvenuto con l’amatissima terra di Grecia, bisogna che il negoziato sul ricorso al Mes sia portato al vaglio del Parlamento Italiano, come previsto dalla legge 234 del 2012 sugli atti di indirizzo adottati dalle Camere.

Troppe notizie fasulle circolano sui media: se la verità e la menzogna sono eguali, si va verso la discesa di tutto ciò che abbiamo preso per buono e non crediamo più a niente. Bisogna ritrovare il passo della prudenza perché sono troppo rischiosi i modelli di convivenza con il virus: il numero delle attività può essere allargato verso le filiere essenziali previste dai codici Ateco allegati al Dpcm “Chiudi Italia” del 22 marzo u.s. (Sanità, Trasporto, Logistica, Agroalimentare) solo se l’indice di rischio può essere azzerato da misure adeguate. Servano di ammonimento contro l’improvvisazione le centinaia di trasporti funebri sui mezzi militari in Italia ed i morti di New York sepolti in fosse comuni nell’isola cimitero di Hart Island sulla Costa del Bronx dai carcerati di Rikers Island. Contro il Covid -19 circolano troppe parole magiche: l’ultima è la “Clorochina” il potente antivirale già usato per curare l’artrite reumatoide e contro la malaria; ma anche qui occorre fare attenzione agli effetti collaterali negativi, perché le piaghe della Storia rispondono solo all’appello del destino e non alle pur giuste direttive della pietà umana. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

LA SICILIA ALL’OPERA: COME RIPARTIRA’ IL TURISMO?. La Malta Tourism Society propone di organizzare una serie di Forum sul Tema: Turismo in un mondo normale. Si discuterà dell’impatto del COVID 19 sugli aspetti sociali, culturali, economici e infrastrutturali di una comunità e sulle opportunità di un mondo post-COVID secondo i principi del turismo sostenibile e responsabile. Promoting responsible tourism and managing tourism to avoid overtourism. Il primo Forum online sarà nella settimana che finisce con il 24 aprile. Il volo giornaliero Palermo-New York che doveva iniziare il 21 maggio è stato cancellato dai piani della compagnia aerea per tutto quest’anno per l’emergenza coronavirus.

Speriamo che possa essere riproposto nel 2021. Intanto anche gli aeroporti siciliani prevedono solo due voli al giorno da Catania e da Palermo per Roma. Indiscrezioni però parlano di ripartenza dal 18 maggio. Sarà vero? L’argomento del giorno è come ripartirà il turismo? Ripartirà come negli anni ‘50 e ‘60 dove eravamo “turisti a casa nostra” con un rilancio del turismo interno. D’altro canto abbiamo sconfinate bellezze e una enogastronomia invidiabile che potremmo tornare a scoprire. Gli stranieri arriveranno più avanti. Lo Stato dovrà fare la sua parte e noi dobbiamo riprendere a consumare. Questo anche se la frase della Presidente UE ha lasciato tutti a bocca aperta. Ursula von der Leyen avrebbe detto: “Non prenotate ancora le vacanze estive”. Palazzo Abatellis di Palermo, in attesa di poter riprendere l’attività ordinaria del Museo dal 13 marzo pubblica su FB e su Instagram un contenuto nuovo delle opere esposte.

“L’arte e la cultura sono un prezioso strumento per rimanere uniti e superare insieme un momento così difficile e fuori dall’ordinario…”. La Regione Siciliana ha annunciato un programma per venire incontro alle esigenze di liquidità del turismo in questo momento: l’idea è di acquistare servizi da mettere a disposizione dei turisti per poter venire con sconti e offerte speciali in Sicilia. Per esempio, due notti omaggio a condizione che se ne prenotino tre nello stesso hotel. Anche il Comune di Palermo va incontro agli hotel e ha disposto il differimento del versamento dell’Imposta di Soggiorno al 30 settembre 2020. Loredana Celebre

LE PIAGHE, LE NUBI TOSSICHE DEL RECENTE PASSATO ED IL DRAMMA DEGLI OSPIZI. Tutti ricordiamo, forse a mo’ di consolazione dell’attuale congiuntura, le piaghe che illustrano i libri della storia e della leggenda: il Sangue, le Rane, le Bestie selvatiche, la Peste degli animali, le Ulcere, la Grandine, le Cavallette, l’Oscurità, la Morte dei primogeniti. Scavalcando i millenni arriviamo al 22 aprile del 1915 quando ebbe inizio la prima “guerra chimica”. A Ypres, in Belgio, i Tedeschi attaccarono il fronte Anglo Canadese con proiettili al cloro, generando una nube tossica che uccise subito 1.400 soldati intossicandone altri 4.000. Per via di questo gas morirono circa 90.000 soldati: 56.000 Russi, 9.000 Tedeschi, 8.100 Inglesi, 8.000 Francesi, 3.000 Austriaci ed Ungheresi, 1.500 Statunitensi e 4.700 Italiani. Già allora, la morte giungeva per via aerea, impestando l’aria ed i polmoni proprio come fa il Covid-19 oggi. Siamo stati in balìa di troppe incertezze nella lotta contro il Virus: gli USA e, per essi, il Presidente Trump accusano l’OMS per i ritardi con cui si è denunciata la pandemia ed altresì per le modalità di contrasto del tutto inadeguate indicate genericamente, mentre si sarebbe dovuto imporre un cordone sanitario immediato e duraturo. In Italia assistiamo sbigottiti alle polemiche tra il Governo ed alcune Regioni, mentre si manifestano anche a livello territoriale volontà ed interpretazioni di secondo grado sull’uso e sulla qualità delle mascherine, sulle stragi inaudite nelle Case di riposo, sulle risposte più utili e sulle garanzie per la salute pubblica.

Titoli come: “Film dell’orrore negli ospizi della Toscana” comparsi su “La Verità” del 15 aprile 2020 in prima pagina non sono propriamente un viatico verso l’ottimismo. Se poi leggiamo: “Quando muore qualcuno il corpo resta anche 42 ore sul letto, di fianco ai compagni di stanza ancora vivi”, allora lo sconforto prende il sopravvento. Sono molte le parole che non rispondono all’appello della sicurezza e del buon senso, mentre tante circostanze sono prive di genitivi e le congiunzioni sono mensurali, tutt’altro che esplicite come invece vorrebbe il pubblico interesse: la scienza e la politica si fronteggiano con accenti di unità, ma poi escono le contraddizioni sui tempi, sulle circostanze, sull’uso dei tamponi, sugli stessi protocolli da seguire per uscire finalmente da questo tunnel mortale, un’angoscia crescente che trascina gli animi verso la disperazione e la solitudine di tante, troppe, famiglie ignare. Bisogna portare il bisturi su parole come “fine”, “conclusione”, “guarigione” perché altre sono le varianti e le sequenze potrebbero essere più riduttive, la salvezza ancora lontana. Ricordiamo che ogni vita è preziosa perché contiene altre esperienze, altre vite, altri saperi. Solo così potremo dire con Dante: “E quindi uscimmo a riveder le stelle”.

GRANDE SUCCESSO PER L’INIZIATIVA “#DISTANTIMAVICINI” DELLA FONDAZIONE CAETANI: IL GIARDINO DI NINFA E IL CASTELLO CAETANI DI SERMONETA. Il 13 aprile sono stati aperti virtualmente il Giardino di Ninfa ed il Castello Caetani di Sermoneta con un doppio appuntamento sui canali Facebook, Instagram e sulla pagina Youtube della Fondazione. Sono state mostrate in esclusiva le immagini delle rovine delle chiese dell’antica città di Ninfa: San Giovanni, San Biagio e la chiesa di Santa Maria Maggiore dove nel 1159 fu consacrato Papa Rolando Bandinelli con il nome di Alessandro III°. E’ stato anche organizzato un tour virtuale del famoso Castello con la visione dei luoghi più suggestivi come ad esempio le antiche prigioni e si è potuto ammirare in tutto il suo splendore il Giardino di Ninfa con gli angoli più nascosti e l’interessante fioritura. Speriamo che questa esperienza turistico-didattica e culturale di ampio respiro possa essere ripetuta per la gioia di chi è costretto a rimanere a casa. Informazioni sull'iniziativa sul sito www.giardinodininfa.eu e sul sito ufficiale della Fondazione www.frcaetani.it.

NEVER EVER, JAMAIS JAMAIS, MAI E POI MAI. Sul plateau della comunicazione salgono parole come condizionalità, corona virus, Mes, salva Stati mentre scendono la “pietas”, l’“humanitas” e la “caritas” pilastri della civitas latina, quella del pater familias: così, ogni giorno è come una nuova bara. Su “La Verità” del 15 aprile 2020 a pagina 11 leggiamo una intervista di quelle che cambiano la nostra vita. “Chiediamo che cosa succede là dentro quando un ospite muore” domanda il Giornalista, ed ecco il testo: “Una delle nostre interlocutrici si fa seria”: “Qui si apre un capitolo che non ha dell’umano. Questa gente muore da sola, senza il conforto di un parente, e noi non possiamo spostare il cadavere perché dobbiamo aspettare il medico necroscopo”. Quante ore?: “Un ospite senza vita è rimasto nel suo giaciglio dalle 11 di sera sino alle 5 del pomeriggio del terzo giorno”. Quarantadue ore?: “Si. Poi è stato messo nel sacco speciale e portato via”. Never ever, jamais jamais, mai e poi mai!

TURISMO: NO ALLO STATO DI CRISI. FISANOTTI: “Un grave errore”. Come da agenda, gli assessori regionali al Turismo si sono incontrati la settimana scorsa in video conferenza con il ministro Franceschini in vista del prossimo decreto di aprile, che superando l’approccio intersettoriale finora adottato, terrà conto delle peculiarità del comparto con misure ad hoc. Si è parlato del bonus vacanze da destinare al sostegno del turismo interno, verificandone la portata, la durata e le modalità di erogazione alle famiglie e al contempo vagliando le possibili sinergie virtuose con eventuali iniziative già avviate dalle regioni a favore di soggiorni in strutture alberghiere, campeggi, stabilimenti balneari e termali. Al vaglio anche l’imposta di soggiorno da trasferire in dotazione a imprese turistiche; il credito fiscale per i locatari, forme di finanziamento a fondo perduto in conto capitale e l’abbattimento totale Imu per il 2020, con percentuali di esborso decrescenti nel biennio 2021-22.

Sono inoltre state valutate le esigenze espresse dalle Regioni, quali la creazione di un fondo speciale europeo dedicato al turismo e l’ammanco delle risorse derivanti dall’imposta di soggiorno, parte integrante del bilancio di molte amministrazioni comunali. Franceschini e Bonaccorsi hanno poi manifestato la necessità di lavorare d’anticipo per far sì che le strutture turistiche siano pronte ad accogliere i flussi della prossima stagione, che saranno prevalentemente interni, nel pieno rispetto delle misure sanitarie che dovranno essere adottate per mantenere il distanziamento sociale indispensabile per contenere la diffusione del contagio pandemico. Riguardo alla stato di crisi per il turismo, il ministro lo ritiene inopportuno perché genererebbe una richiesta a catena al Governo per lo stesso provvedimento anche dagli altri comparti economici. L’incontro è terminato con un aggiornamento a breve per mantenere aperto il costruttivo dialogo instaurato nella definizione delle misure da prendere di concerto tra il Mibact il ministero dell’Economia e della Finanza. Fisanotti: “E’ stato colpito a morte il 13% del Pil: più stato di crisi di così!

Il Trattato di Lisbona, sin dal 1 dicembre 2009, aveva aggiunto all’Unione Europea una competenza parallela per promuovere il turismo mediante la individuazione di strumenti capaci di favorire e di promuovere la competitività delle imprese. Bisogna capire quali interessi gravitano attorno alla fase 2 che affronta l’emergenza economica, tenendo presente che il turismo è una priorità: il livello degli interventi deve interessare anche l’Europa”. (Unionturismo news).


TURISMO PATRIOTTICO. Il titolo, ennesimo di una lunga serie, è del sottosegretario Bonaccorsi che prevede il “bonus vacanze” (niente a che fare con i vaucher per rimborsi di voli cancellati) solo a chi le farà in Italia. Si ritorna agli anni Sessanta con viaggi nostrani e spostamenti in auto per evitare distanze ravvicinate in treni ed aerei? Secondo gli operatori sarà così e si attrezzano per una super domanda di luglio agosto da aree di prossimità. Tra pochi giorni infatti, il governo varerà il decreto di aprile, che arriverà fino a 60-70 miliardi, di cui una trentina di garanzie statali per i crediti alle imprese. Dei 30 miliardi circa rimanenti, una parte serviranno per l’aumento del bonus per autonomi e partite Iva da 600 a 800 euro, “che verrà erogato sia in aprile che a maggio”, chiarisce il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta. Altri soldi andranno a rimpinguare la cassa integrazione e una parte consistente servirà per il reddito di emergenza. Ma 5 miliardi o forse più, dovrebbero andare al turismo e gran parte dei soldi serviranno a finanziare il “Bonus per il turismo patriottico” di cui sopra.

Due le ipotesi allo studio: la prima è sotto forma di credito di imposta da usufruire nella dichiarazione dei redditi del 2021, anche se per la Bonaccorsi “Per dare liquidità immediata è meglio un bonus cash alle famiglie”. La cifra dovrebbe essere pari a circa 300 euro, quale che sia la prenotazione, una settimana o due o tre non farebbe differenza. "Considerando che i nuclei familiari in Italia sono 23 milioni e che il reddito medio è pari a 31 mila euro, si può capire il costo di una simile operazione”. Anche restringendolo solo ai redditi sotto i 40 mila euro, ci si muoverebbe nell’ordine dei miliardi. Fisanotti: “Al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali il reddito annuale delle famiglie è pari a 30.700 Euro, ma la Banca d’Italia sottolinea giustamente che “la crescita del reddito equivalente reale non è stata uniforme tra i gruppi socio-demografici” perché continua a cadere il reddito degli autonomi che sono il nucleo fondante degli operatori turistici fissi e stagionali”. (U.T. News)

DECRETO DI APRILE ULTIMA SPIAGGIA PER GLI ALBERGHI. Secondo Confindustria Alberghi il decreto di aprile è l’ultima chiamata per tutelare tante imprese che rischiano di non riaprire o di finire in mano a speculatori. “Sappiamo bene – si legge in una nota - che in un momento di crisi come questo il nostro settore fa gola a molti, consapevoli come siamo tutti che quando questa bufera sarà passata l’Italia tornerà al centro del mercato turistico mondiale. Agire subito, questo è fondamentale. Sono gli ultimi giorni disponibili per bloccare una crisi, altrimenti irreversibile, che peraltro rischia di trascinare con sé anche parte del mercato immobiliare. Un impatto economico e sociale drammatico per il Paese e per i tanti territori ad alta economia ed occupazione turistica. Non possiamo permettercelo. Sappiamo che, anche in queste ore, si sta lavorando al decreto, il nostro appello è agire ora, agire subito”. (Unionturismo news) .

HOTEL: CAMBIA TUTTO. COME CONVIVERE CON IL VIRUS? In uno dei precedenti numeri abbiamo accennato all’ esigenza di convivere con il virus. Vediamo ora come si dovrebbero organizzare gli hotel. “Siamo assaliti da richieste di aziende di sanificazione – dicono gli operatori degli Hotels - ma prima di muoverci vorremmo idee chiare da parte del Governo sulle misure di sicurezza da garantire ai clienti. Il problema del distanziamento sociale implica dei costi aggiuntivi rilevanti per la struttura. Pensiamo ad esempio al buffet breakfast; se un hotel ha 160-180 clienti ci vorrebbe un campo da calcio per far fare colazione a tutti mantenendo la distanza di sicurezza.

Sarà dunque necessaria o una turnazione, o il servizio in camera, tutte cose che costano”. Gli esperti propongono al Governo di adeguare le tariffe a un mercato italiano che ovviamente non è ricco come quelli americano, russo o asiatico. Ci dovranno quindi essere tariffe in linea con le esigenze del mercato nazionale. Quello di cui i clienti hanno inoltre bisogno oggi è tranquillità. “ Per questo dobbiamo dire che se il turista oggi prenota non avrà nessun problema nella cancellazione della prenotazione, non ci saranno caparre, né una cancellation policy”. Bene il bonus vacanze che rende detraibile dalla dichiarazione dei redditi la cifra spesa ma tutto dipende da quanti soldi ci saranno a disposizione del settore perché è una proposta che costa. “Tra il costo vivo derivante dall’acquisto di detergenti e soluzioni igienizzanti in maggior quantità per una pulizia più frequente degli spazi, il costo del personale e il costo dell’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, le risorse economiche da investire per seguire le indicazioni sanitarie non saranno poche .

È quindi fondamentale indicare procedure che forniscano precise linee guida sulla pulizia delle camere e degli ambienti comuni dell’hotel”. I tessuti, ad esempio, devono essere lavati frequentemente e con le giuste accortezze. Stando alle indicazioni dell’Oms, chiunque si occuperà della pulizia generale degli ambienti dovrà disporre dei dispositivi di protezione individuale e procedere con il lavaggio delle mani. Inoltre, le procedure di pulizia devono anche tenere in considerazione dell’igiene dell’aria, permettendone un frequente riciclo e controllando la pulizia dei filtri degli impianti. (Unionturismo news).

LITORALI IN UN “MARE” DI GUAI : LA VOCE DEL VENETO. Il guaio (prima del coronavirus era una virtù) è che in Italia le tipologie dei litorali marini sono infinite lungo gli ottomila chilometri di costa e che sarà difficile trovare regole comuni per una balneazione in sicurezza che si adattino ad ogni situazione. Spiagge grandi e sabbiose, calette tra scogli a picco sul mare, plateau rocciosi con scalette che scendono in acqua, spiagge isolate e così via. “In spiaggia solo su prenotazione, per garantire la sicurezza di tutti” dice il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, sui cui litorali s’addensano sei milioni di turisti l’anno.

“E’ ormai chiaro a tutti – aggiunge Alessandro Berton, presidente del Sindacato italiano balneari Veneto – che la stagione 2020 e la riorganizzazione delle spiagge dovrà tenere conto dell’emergenza sanitaria. Stiamo lavorando sulla ripartenza e su 3 punti in particolare: la redistribuzione degli spazi (con distanziamento degli ombrelloni, percorsi di accesso e attenzione a non creare promiscuità e assembramenti), la sanificazione (non solo di bagni, docce e ambienti comuni ma anche di ombrelloni, sdraio e lettini) e la prenotazione e la vendita dei servizi. Noi in Veneto in questo siamo già abbastanza avanti e quest’emergenza può essere occasione perché anche le altre regioni si adeguino”. Marco Maurelli direttore di Federbalneari Italia ricorda che il comparto coinvolge circa un milione di lavoratori (compresi gli stagionali) che troveranno serie difficoltà di impiego. Antonio Capacchione presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio chiede chiarezza sulle svolgimento della manutenzione delle spiagge (anche quelle libere). Si auspica per quanto possibile uniformità a livello nazionale (Unionturismo news).

FELLINI 100 SOLO WEB. “Fellini 100. Genio immortale” la mostra allestita nelle sale storiche di Castel Sismondo di Rimini chiusa per l’emergenza del coronavirus, apre nuovamente per i “navigatori” del web (all'indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=mmCA7xVcPKw; ).

N°  616                        Roma,   20 aprile 2020

In Redazione: Dott. Vincenzo CENITI Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

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