Viterbo EVENTI Decine di partecipanti si sono dati appuntamento nella notte del 20 dicembre
Acquarossa (Foto Gianni Uggeri)
Un inaspettato successo di pubblico e partecipazione è stato l’evento che ad Acquarossa ha festeggiato il Solstizio d’inverno.
Decine di partecipanti si sono dati appuntamento nella notte del 20 dicembre all’ingresso della strada che adduce alla zona monumentale della cittadina etrusca del VI secolo a.C.
Dal basso, lungo il sentiero illuminato da fiaccole e da tre grandi falò, i partecipanti provenienti anche da fuori provincia, si sono incamminati per giungere in alto, laddove gli Etruschi hanno lasciato così importanti tracce della loro vita quotidiana.
Come già lungo il percorso, il prof. Paolo Giannini ha illustrato le antiche vestigia e le pietre nella notte hanno ripreso vita dopo 2600 anni. Non faceva freddo e le fiaccole poste ad illuminare i resti archeologici inducevano ad una più ampia sosta per la suggestione emotiva che si era venuta a creare.
Era la prima volta nella Tuscia che un sito archeologico veniva visitato nella notte e in una particolare ed unica notte d’inverno: quella del Solstizio.
Sono riaffiorati antichi riti etruschi trasformati poi nei secoli nella nascita di Cristo: Sole di vita e sorgente luminosa di speranza.
Terminata la visita ci si è portati sul colle di S. Francesco (antico nome del luogo) e tutti insieme si è entrati nella grande grotta scavata nei secoli nel tufo dell’altura.
Dopo un bicchiere di vin brulé si sono occupati tutti i tavoli e mentre all’esterno un grande agnellone arrostiva girando allo spiedo e bolliva una squisita pezzata sotto la cura di pastori sardi, è iniziato il banchetto rituale.
L’abbondanza di cibo genuino – tra l’altro assai gradita la ricotta appena tolta dal bollente calderone - hanno fatto trascorre in letizia le ore notturne finché non è stato acceso il grande falò. Una vivace musica celtica di un gruppo musicale colmava la grotta di una particolare atmosfera.
Poi pian piano la festa è terminata sotto un cielo stellato divenuto, forse per l’occasione, sgombro di nuvole.
Al momento dei saluti e degli auguri ci si è dati appuntamento al prossimo evento astronomico: a domenica 22 marzo.
L’inizio della Primavera sarà egualmente festeggiato come il Solstizio d’inverno. Questa volta all’aperto con un pranzo particolare, legato ai prodotti della stagione, che ancora una volta valorizzerà l’antica gastronomia dell’antica terra degli Etruschi.
E c’è chi ha commentato:Così l’Anno degli Etruschi è cominciato bene!
