Viterbo CRONACA Non ho rispettato la promessa fatta di essere più buono e paziente per le festività evitando sassate varie
di Lutor (Luigi Torquati)

E’ Natale e la maggior parte delle persone ormai, gli auguri se li scambia su Internet con Sms, Facebook, ecc. ecc.
E’ senz’altro comodo e si risparmiano francobolli, telefonate, bigliettini vari, ma c’è un “Ma”.
Telecom, già da tempo ha sbandierato che anche a Viterbo e provincia c’è la “Banda larga”, eppure io mi sono ritrovato che dal 15 dicembre per la maggior parte della mattina ‘sta banda non suonava; addirittura dal 24 pomeriggio fino ad oggi 27 dicembre ore 12, non si è sentita nemmeno una nota a qualsiasi ora.
Ho provato a telefonare al 187 e dopo aver digitato i vari numeri che la voce miracolosa mi indicava, nonostante i 4 minuti di attesa promessi, non sono riuscito a parlare con un operatore.
In compenso, miracolosamente si è messa in moto la Banda che per tre ore ha suonato a pieno ritmo. Poi tutto di nuovo silenzio. Forse nella mia zona la Banda è ancora stretta e tutti gli strumenti non funzionano.
* * * *
Personalmente credo che la Banda possa suonare bene se gli strumenti sono “accordati” perfettamente. Come si fa a pensare di fornire le nuove tecnologie con impianti, cavi, linee, ecc. risalenti a dir poco ad almeno quaranta anni fa; in più c’è da sottolineare il modo di lavorare di alcune ditte affidatarie delle riparazioni Telecom.
Vi porto un esempio: circa tre anni fa, ci fu un guasto alla linea telefonica di casa mia. Chiamato il 187 più volte, per un intero mese, senza esito (rispiegando ogni volta il tutto), dopo la minaccia scritta di denuncia al Garante delle Comunicazioni, finalmente, si sono presentati due operai, senza scala, che hanno individuato il problema in cima a un palo. Hanno pertanto promesso che sarebbero tornati. Denunciata dopo tre giorni la scomparsa dei due operai, ne sono stati inviati altri muniti di scala e di palo nuovo.
Non avendo trovato un punto di collegamento, hanno steso duecento metri di cavo per raggiungere il primo punto utile. Il problema è sorto quando l’altro capo del filo doveva raggiungere il mio impianto: non avevano le staffe da muro.
Soluzione: cavo arrotolato per alcuni metri pendente sul muro della mia casa con la garanzia che si sarebbe provveduto in breve alla sua definitiva sistemazione.
A tutt’oggi grandi volute di cavo decorano la nostra facciata, comportando, oltre tutto, una certa dispersione che, senz’altro, non migliora la connessione ad Internet.
* * * *
Il bello della telefonata al 187 è anche quello che, dopo aver digitato i vari numeri specificanti che il guasto riguarda l’assenza dell’Adsl, ti ritrovi la vocetta che dice: il problema può essere risolto anche attraverso la segnalazione online sul sito “assistenzatecnica.telecom.it”.
Forse non mi sarò spiegato bene: non funziona internet!
* * * *
E pensare che al giorno d’oggi dall’Inps alla Provincia, dai Comuni alle Poste, dalle Banche alle Assicurazioni, ecc. ecc. si può, anzi, in alcuni casi e per alcune documentazioni si deve fare tutto online. Ma se non mi date la possibilità di farlo occorrerà riaprire qualche sportello al pubblico.
Senza meno la cosa preoccupa, perlomeno a me. Mi sono reso conto che l’assenza di internet comporta ormai un vuoto enorme nell’organizzazione giornaliera.
Siamo diventati praticamente dipendenti delle nuove tecnologie e se un giorno dovesse venire a mancare tutto questo, ci ritroveremmo a non essere più capaci di risolvere i problemi quotidiani della vita, forse nemmeno i più piccoli.
* * * *
Anche se la cosa non mi consola e le cause o colpe, come vogliamo chiamarle, sono diverse, leggo che ci sono situazioni simili anche nel palazzo comunale.
Scrive Arena su Viterbo post: “In effetti la connessione pubblica del Comune di Viterbo non va. O meglio: la rete c’è, viene rintracciata dai cellulari e dai tablet che si trovano a Palazzo dei Priori, ma non funziona.
Non consente né di navigare in Internet né di accedere a quei servizi che richiedono una connessione, tipo Whatsapp. La situazione è così ormai da diversi mesi, e lo sa benissimo chi frequenta le sedute del consiglio comunale: gli organizzatori della mostra non c’entrano assolutamente nulla.
Anche il nuovo assessore Andrea Vannini, nel giorno del suo esordio sui banchi della Giunta, s’era accorto del problema quando aveva cercato una connessione senza fili per il suo computer portatile.
A chiedere in giro pare che la vecchia convenzione con il provider che forniva il servizio sia scaduta, e che non si sia ancora provveduto a rinnovarla. Forse per mancanza di fondi o forse soltanto per pigrizia.
Sono spariti anche i cartelli che indicavano la copertura. E dire che si trattava di un’ottima rete, che da qualche tempo aveva anche tolto la registrazione obbligatoria, e dunque chiunque poteva collegarsi con un semplice passaggio sul cellulare, senza essere costretto a fornire dati personali. Tutto troppo bello, tutto troppo comodo.
Oggi la rete non funziona più.
Chi frequenta il Comune per ragioni di lavoro (che sia consigliere comunale, amministratore o giornalista) ci si è abituato. Il problema è spiegarlo ai turisti, quelli che coi loro scatti, i video, i post sui social network potrebbero fare una pubblicità clamorosa (e virale, e gratuita) sia alla mostra di questi giorni, sia all’antico palazzo, sia alle altre bellezze della città”.
* * * *
Passiamo ad altro argomento. Tassa di soggiorno deliberata dal Comune di Viterbo con inizio dal 1/1/2015.
Riunione del 18 dicembre scorso presso la Camera di Commercio indetta dall’assessore Barelli insieme al dr. Manetti e un esperto della ditta che ha realizzato il software con la presenza di un centinaio di operatori del settore.
Ha aperto i lavori l’assessore Barelli portando il saluto dell’Amministrazione e il suo personale, che però non era un saluto di apertura, ma di chiusura da parte sua perché ha dichiarato che doveva andare via d’urgenza, non per impegni politici (come qualcuno poteva maliziosamente pensare), ma per motivi familiari: doveva andare alla scuola della figlia per assistere ad un suo saggio scolastico.
Praticamente, le domande di carattere “politico” sull’opportunità e congruità dell’imposta, domande proposte da qualcuno dei presenti, sono rimaste senza risposta. Erano ammesse solo le domande tecniche.
* * * *
L’assessore Barelli si è dimenticato di alcune cose: nessuno lo ha obbligato a presentarsi candidato al Comune, né gli è stato imposto il ruolo di assessore; viene pagato per svolgere un ruolo al servizio della cittadinanza e sia per questo, che per una questione morale, tutto ciò che è personale, naturalmente fatta eccezione per gravi motivi di salute o altro, viene dopo i doveri dell’incarico ricevuto.
Non si lasciano un centinaio di persone che hanno necessità di chiarimenti da parte del Comune per un importante, ma banale avvenimento di famiglia. Anche un operatore del settore aveva la figlia nella stessa scuola con lo stesso saggio, ma per necessità di lavoro ha dovuto rinunciare ad assistervi.
* * * *
Sulla vicenda della tassa di soggiorno c’è da notare come per una cretinata il Movimento 5 stelle ha stilato comunicati a non finire. Il Comune aveva predisposto un regolamento, purtroppo con troppa leggerezza senza meno da rimproverare, con tariffe sbagliate.
Ne è nata una questione di primaria importanza con il suddetto movimento che ha fatto dell’argomento un cavallo di battaglia politica. Ci sono tante altre cose più importanti da cavalcare, non sono i pochi centesimi applicati in più o in meno a dare scandalo.
Infatti, non sono imposte esose quelle deliberate e non sarà certamente il loro gettito a risanare il bilancio comunale, così come sarà una remissione per la maggior parte degli operatori.
Diceva, infatti, uno di loro: “Vi pare che per il mio B&B, dove si pagano 30 euro per notte, vado a chiedere ad un mio cliente un euro per la tassa di soggiorno? Lo farò, semmai, in caso di pernottamenti prolungati. Quando si tratta di una sola notte ce lo rimetterò io”.
* * * *
A proposito di soldi pubblici. Da un primo conteggio sembra che il Comune di Viterbo abbia investito per feste natalizie e contributi vari, fino ad ora 155 mila euro, salvo altre spese ancora non deliberate considerato che ad oggi non si sa ancora se ci saranno manifestazioni per il 31 dicembre o per il 1 gennaio.
Chiamatemi “Bastian contrario”, “Controcorrente”, "Contestatore per principio”, “Inopportuno”, come vi pare; inventate voi il termine giusto, ma personalmente ritengo che, considerata la situazione, tenute presenti le necessità più urgenti ed importanti tipo le voragini stradali, si doveva spendere molto meno in iniziative che, oltre tutto, non è che siano proprio il massimo per un capoluogo di provincia se poi le paragoniamo a ciò che avviene nei paesi della provincia.
Non mi riferisco certo alle spese per la Mostra “Sacro e Profano” o a quelle per il “Natale di Solidarietà”, ma per le altre sono alquanto critico specialmente per quanto riguarda i contributi; chi vuole fare festa, si rimbocchi le maniche e lavori.
* * * *
Mi piacerebbe tanto sapere, per curiosità, il criterio delle luminarie. Piazza della Rocca, ad esempio, senza una stella, così il quartiere di S. Pellegrino. Sono i commercianti che contribuiscono e chiedono contributi, o è l’Amministrazione che decide come e quando?
Altra curiosità, l’albero in piazza del Plebiscito. Si dice che quest’anno è stato speso meno degli anni scorsi, cosa buona e giusta, ma l’illuminazione come avviene? Il 24, dopo la Messa di Natale, ho fatto un giro per il centro, tutto splendeva di luci, ma l’albero che avevo ammirato alle 23,30, era del tutto spento; sabato 28, alle 23,45 faccio un altro giro armato di macchina fotografica proprio per l’albero, ma, poverino, è già spento.
Al contrario delle luminarie, prende corrente senz’altro dagli uffici comunali, ma con che criterio è fissato il temporizzatore?
* * * *
Non ho rispettato la promessa fatta di essere più buono e paziente per le festività evitando sassate varie. Vi chiedo scusa e vi auguro di tutto cuore un felice 2015.
Lutor
