Viterbo RICORDI Da quel momento in loco c'era la "vita", si udiva il canto del gallo e il rumoreggiare degli altri animali
di Bruno Matteacci

Quando Bruna e Vinicio acquistarono il terreno in zona di Valle Cerasola ci fu un plebiscito di simpatia da parte di coloro che abitavano nella zona; ognuno volle dimostrare la propria simpatia con i nuovi arrivati portando loro qualche animale: una coniglietta gravida, due polli, qualche gallina ovaiola e addirittura mezza balletta di fieno per un pronto alimento, perché la zona era brulla e da tempo non lavorata.
Bruna e Vinicio si attivarono a preparare un ricovero per quegli animali collocandoli nella grotta che si trova nella parte bassa del terreno dove ora, con le proprie mani, hanno costruito una bella casa.
Da quel momento in loco c'era la "vita", si udiva il canto del gallo e il rumoreggiare degli altri animali ai quali affiancarono un bel cane, Roky.
Con la presenza di quegli animali si presentò un nuova necessità: raggiungere tutti i giorni tale località che, oltre ad ammirarla, dovevano pensare ad alimentare gli animali, farli uscire dalla grotta, lasciandoli liberi per il praticello e poi rinchiuderli, per la loro incolumità.
Il luogo dove vollero iniziare l’avventura si trova a circa quattro chilometri dalla loro abitazione e raggiungerlo divenne un piccolo problema.
Vinicio e Bruna non si arresero davanti all'evidenza dei fatti: decisero di acquistare un'automobile di marca Simca e di far prendere la patente di guida a Bruna. Fu più lungo il pensiero che la soluzione del problema: in poco tempo Bruna prese la patente di guida e così riuscì ad alleggerire il lavoro di Vinicio, Vigile urbano del Comune di Viterbo.
Tutti i giorni era fatto obbligo, per la sopravvivenza degli animali e per la raccolta delle uova, recarsi sul terreno che era diventato uno svago, un divertimento, un rafforzamento di amore verso gli animali, sentimento che i genitori hanno trasmesso ai figli, in particolare a Mauro ed alla moglie e figli che si sono contornati di una dozzina di gatti e di qualche cane.
Bruno Matteacci
