Viterbo PENSIERI Guardo il mio presepe dopo duemila anni e lo trovo sempre più bello e sempre nuovo
di Giuseppe Bracchi
Caro Mauro, scusa se non ti chiamo Direttore, ma in certe occasioni l’amicizia e la stima fanno perdere di vista, e non a sproposito, etichetta e convenevoli, per lasciare spazio ai sentimenti e alla speranza futura.
Per questo Natale ho scelto di non scrivere nulla, se non queste poche righe. Anch’io come un telefonino scarico ho infatti bisogno di ricaricare le batterie. Ovvero, lo spirito.
Ho allestito in un angolo remoto della sala il mio piccolo presepe. L’ho acquistato 27 anni or sono, ormai, in Terra Santa, mentre con mia moglie, da poco sposini, muovevamo i primi passi della nostra vita coniugale, proprio partendo da Betlemme, il piccolo paesino della Galilea dove la storia degli uomini è cambiata e con loro quella del mondo intero.
Guardo il mio presepe dopo duemila anni e lo trovo sempre più bello e sempre nuovo. Cercherò accanto a lui le parole adatte nel silenzio più assoluto per accostarmi a quel Bambino inerme e con le braccia aperte, pronto a perdonare ogni mio peccato e pregherò perché me ne faccia fuggire le occasioni prossime.
Pregherò perché la speranza mai mi abbandoni, perché la mia fragilità di creatura trovi sostegno in Lui; pregherò per la mia famiglia, per i miei cari, per gli amici e per i nemici; pregherò per i politici, per chi ha responsabilità alte, perché protegga e sorregga la nostra Patria.
Grazie Mauro, per l’ospitalità che hai sempre voluto concedere a questo tuo collaboratore: “Nella casa del Giusto, anche coloro che esercitano un comando non fanno in realtà altro che prestare servizio a coloro cui sembrano comandare; essi difatti non comandano per cupidigia di dominio, ma per dovere di fare del bene agli uomini; non per orgoglio di primeggiare, ma per amore di provvedere.” (S. Agostino – De Civitate Dei).
E con queste preghiere e questa speranza, auguro a Te, alla tua famiglia ed al tuo giornale, ai lettori ed collaboratori tutti, un sereno Natale in Cristo Signore.
Con sincera stima ed amicizia
Giuseppe Bracchi
Giuseppe sei davvero una gran cara persona, le parole che mi e ci invii sono semplicemente belle.
Aiutano a costruire quella scala infinita che ci porterà verso il Signore, ed io che sto diventando sempre più adulto, 63 anni e 64 il 2 Gennaio, in arrivo, te ne sono grato.
Porterò nel cuore il tuo augurio perché so che viene da un altro cuore sincero, delizioso, vero.
Giuseppe ti giunga un forte abbraccio, ora, a Natale, ma, ti garantisco, lo è da sempre.
Mauro
