Viterbo CRONACA DI RICORDI Man mano che mi avvicinavo, quel sacerdote mi piaceva
di Bruno Matteacci

 

Don Armando Marini e Bruno Matteacci

Questo ricordo allieta la mia giornata perché mi fa rivivere momenti belli a fianco del mio carissimo amico fraterno don Armando Marini, parroco fondatore della Chiesa dei SS. Valentino e Ilario di Villanova.

La prima volta che ebbi la fortuna di incontrarmi con lui fu proprio per un caso che farà sorridere chi mi legge.

 

Come è facile ricordarsi, alla vigilia della settimana santa, prossima alla Santa Pasqua, noi ancora giovani, andavamo a fare la confessione nella chiesa della Santissima Trinità. Chi non ricorda le lunghe file; tutti cercavamo di farsi confessare da padre Scipioni o padre Trani, ma l'attesa era lunga.

Una mattina verso le ore dieci decisi di andare a confessarmi in un'altra chiesa, preferibilmente lontano dalla mia zona dove vivevo.

Presi la macchina e mi avviai verso l'ignota chiesa, passando per piazza del Plebiscito, salendo via Filippo Ascenzi. 

Uscito che fui dall'archetto del Comune, davanti a me, vidi un sacerdote che stava con le braccia conserte sul sagrato della Chiesa di Sant'Angelo. Non lo conoscevo di persona, ma sapevo che era il parroco della chiesa e che era stato consacrato sacerdote da poco tempo. Fu una decisione spontanea e sollecita, fermai la macchina e parcheggiai nella maestosa piazza: all'epoca adibita anche a parcheggio, erano altri tempi.

Man mano che mi avvicinavo, quel sacerdote mi piaceva, mi fermai sul primo gradino e domandai: "Reverendo può, per cortesia, confessarmi?".

La risposta, preceduta dal un bel sorriso, fu la seguente. "Venga, rendiamo omaggio al Signore, poi la confesserò".

Tutto fu bellissimo, la preghiera in sua compagnia, la confessione, un breve discorso personale, atto a conoscerci, e una bella assoluzione che mi dette la sensazione, come fosse stata la prima confessione che feci nella Chiesa di san Leonardo, con don Alceste Grandori, nel lontano 1947. 

Da quel giorno per me esisteva solo don Armando e gli sono stato vicino per anni, prima come amico, per il quale mi sentivo onorato, poi come "aiuto" di sacrestia, nella Chiesa di San Lazzaro, al Cimitero di Viterbo, per oltre vent'anni.

Non finirò mai di parlare della bontà di don Armando Marini, egli mi è stato vicino nei miei gravi lutti, babbo, mamma, sorella, alla quale volle donare il suo prezioso sangue con RH negativo.

Non sta a me entrare nella storia di questo santo sacerdote è la città di Viterbo che potrà parlare di lui. Io non potevo sottrarmi nel ricordare quanto ho vissuto bene al suo fianco e quanto sollievo ha dato all'anima mia.

Bruno Matteacci