Cellere CRONACA I fatti sono ancora una volta legati al comportamento di un condannato da un Tribunale penale e totalmente libero di agire indisturbato

Leandro Peroni
La totale inadeguatezza della giustizia italiana è un dato di fatto ormai, e nella piccola realtà del paese maremmano risulta talmente evidente da diventare un problema.
I fatti sono ancora una volta legati al comportamento di un condannato da un Tribunale penale e totalmente libero di agire indisturbato, tenendo comportamenti aggressivi proprio nei confronti di una delle sue vittime, Leandro Peroni.
L’ex primo cittadino, insieme al suo vice, durante lo scorso mandato, ha dovuto sopportare atti intimidatori e violenti, atti che sono stati accertati e condannati. A quanto pare non basta.
“Vorrei sapere cosa fa questo Stato per proteggere le vittime – precisa Peroni – perché, a quanto vedo, la protezione spetta solo ai carnefici. La cronaca nera è piena di storie che mettono in evidenza questo disagio, non penso solo alla mia, ma spero che non si debba arrivare alla sciagura nel disperato tentativo di ottenere giustizia”.
Nelle ultime settimane il condannato in questione ha più volte tenuto comportamenti scorretti nei confronti di Peroni, dall’aggressione verbale, più o meno innocua, al comportamento sopra le righe quando lo vede entrare nei negozi, fino all’ultimo increscioso fatto, raccontato dallo stesso ex sindaco: “Mi trovato sotto casa di mia madre con l’auto, sono entrato e ho chiuso lo sportello, mentre vedevo il condannato avvicinarsi con la sua macchina, anziché rallentare ha accelerato vistosamente, fino a passarmi a pochi centimetri dallo sportello. Ora mi chiedo se una persona condannata per il suo comportamento violento possa girare indisturbata per il paese e minacciare a parole, gesti e fatti una delle sue vittime.
E’ questa la giustizia italiana? Cosa può fare un cittadino per difendersi se non viene nemmeno applicata una sentenza? Ovviamente ho immediatamente denunciato l’accaduto ai Carabinieri, sempre gentili e disponibili, ma se non funziona l’intera macchina della giustizia, ci sarà mai questa giustizia?”.
Un avvenimento pesante, specie se si proietta nel contesto di un paese piccolo, dove tutti si conoscono. Un fatto che deve far pensare alla certezza della pena, soprattutto in difesa delle vittime innocenti.
Leandro Peroni
già sindaco di Cellere
