Viterbo RICORDI Eravamo negli anni cinquanta, si iniziava a riprendere fiato

 

Bruno Matteacci, bambino con i pantaloni corti, coi genitori e la sorella Bruna

Penso che i giovani di oggi non conoscono il termine "zuava" in particolare riferendosi ai "pantaloni" che noi portavamo, negli anni del conflitto mondiale.

Io, i primi pantaloni che ho indossato, dopo aver smesso di portare quelli corti, a coscia, sono proprio i pantaloni alla zuava.

Ricordo che mi dicevano che, a causa della carestia che c'era, in conseguenza della sconfitta subita nella Seconda guerra mondiale, era doveroso risparmiare su tutto e quindi anche sulla confezione di pantaloni.

Infatti, il pantalone alla zuava aveva la caratteristica che consisteva nell'essere più corto dei normali pantaloni, in quanto arrivava fino sotto il ginocchio dove risultava, leggermente, ampio ed arricciato.


Eravamo negli anni cinquanta, si iniziava a riprendere fiato, le attività commerciali iniziarono a riprendere la loro importanza. 

Sotto l'aspetto alimentare a Viterbo fu costituita la Cooperativa del Popolo, con sede in Piazza Giuseppe Verdi, dove oggi è un negozio di latticini, la Cooperativa, era diretta da Alberto Jacchia che, dopo poco tempo, iniziò l'attività commerciale per la vendita di abiti con negozio in Corso Italia e fu proprio da lui che i miei genitori acquistarono il mio primo vestito, appunto, con i pantaloni alla "zuava".
Bruno Matteacci