Viterbo RACCONTO Ho portato il caffè a Tommaso e lui nemmeno l’ha guardato perché era tutto preso dalle cattive notizie che l’annunciatrice dava sorridendo
di Agostino G. Pasquali

Lunedì scorso il mio amico Tommaso è venuto a trovarmi per fare due chiacchiere alla buona e ‘onorare’ - così dice lui - la mia ospitalità.
Infatti l’ha onorata appena è entrato, chiedendo : “Me lo fai un caffè?” ancor prima che glielo offrissi io.
Mentre aspettava il caffè (dice che il mio è buono “quasi” come al bar, bontà sua!) si è seduto comodamente nella mia poltrona preferita davanti al televisore e lo ha acceso. Tommaso, quando non c’è la moglie che lo costringe a fare un minimo di cerimonie, si comporta proprio così: informale, senza complimenti, come giustamente si può comportare un vecchio amico.
Mentre preparavo il caffè è cominciato il telegiornale. Ho portato il caffè a Tommaso e lui nemmeno l’ha guardato perché era tutto preso dalle cattive notizie che l’annunciatrice dava sorridendo delicatamente: “Gentili telespettatori eccovi un servizio su Milano allagata (sorriso timido)… nuovo allarme bomba d’acqua a Genova (sorriso amaro)… dimostrazioni con tafferugli e feriti a Roma (sorriso disapprovante)… l’Italia è ancora in recessione (sorriso rassegnato)…
“Ma che c’hai da ride, stronza!” ha borbottato tra sé e sé Tommaso.
Tra un servizio e l’altro, cioè tra alluvioni, disastri, attentati, guerre e tabelle che illustravano il peggioramento dell’economia, passavano anche le immagini delle interviste di ministri e parlamentari che si pavoneggiavano, esponevano le loro diagnosi e davano le loro ricette per risolvere ogni problema. Alla fine del telegiornale Tommaso è esploso in un’imprecazione:
“Porca puttana! Io non m’arrabbio quasi mai, ma stavolta m’incazzo proprio!”
Interruzione. Della quale chiedo scusa ai gentili lettori e ancor di più chiedo scusa per il turpiloquio appena trascritto e per quello che seguirà. Io non dico mai parolacce e, se possibile, nemmeno le riferisco, ma in questo caso mi sembrano necessarie per una giusta comprensione del racconto e per una efficace descrizione dell’arrabbiatura di Tommaso.
Fine dell’ interruzione.
Ho cercato di sdrammatizzare dicendo: “ Tommà, non t’arrabbiare, anzi non t’incà , e per favore… piuttosto… visto che dici che non ti arrabbi quasi mai, ma questa volta però t’incà… dimmi che differenza c’è tra arrabbià e incà, secondo te.”
Tommaso si è subito calmato, anzi ha riso del mio slalom verbale, fatto per evitare di ripetere le sue parolacce e ha risposto:
“Vedi? per spiegarmi citerò la Bibbia dove si capisce bene la differenza, perché Jahvè a volte si arrabbia e altre volta s’incazza di brutto”.
“La Bibbia? Ma sei ammattito?”
“Ammattito io? Ma se proprio tu, tempo fa, hai citato la Bibbia e non certo con venerazione. Anzi proprio tu, con la “lettera della domenica” di due o tre mesi fa, mi hai fatto venire la voglia di conoscere la Bibbia e ora che, grazie a te, la conosco un po’, te la cito per farti qualche esempio. Permetti?
Dunque Jahvè si “arrabbia” con Adamo ed Eva per la disubbidienza del pomo e li caccia dal paradiso terrestre con un po’ di maledizioni. Beh! il Padreterno sarà pure eterno, ma non è padre. Con Adamo ed Eva non è stato mica padre, piuttosto si è comportato da padrone, li ha licenziati in tronco e... niente articolo 18. Purtroppo per i due licenziati, Susanna Camusso e Maurizio Landini non erano ancora nati. ”
Seconda interruzione. Necessaria per osservare che Tommaso era proprio in vena di dissacrazione. Si vedeva bene che non c’era Lisa a controllarlo! I mariti, quando non c’è la moglie, sono come i topi quando non c’è il gatto. Ballano? E perché dovrebbero ballare?No, non ballano, ma si sentono liberi.
Fine dell’ interruzione.
Tommaso ha continuato : “Jahvè si arrabbia con Mosè. Pensa un po’? pure con Mosè! E solo per un piccolo equivoco. Conosci l’episodio? Te lo racconto in breve.
“Dunque gli ebrei erano in viaggio nel deserto verso la terra promessa; mancava l’acqua; Jahvè ordina a Mosè di chiedere ad una roccia di dare acqua; Mosè esegue l’ordine, ma alle parole aggiunge anche un colpetto di bastone sulla roccia. Jahvè si arrabbia per quella bastonata, perché forse amava le rocce più degli uomini, e punisce Mosè non permettendogli di entrare nella terra promessa. Gli ebrei entreranno, ma Mosè si fermerà a guardarla da lontano. Nei confronti di Mosè, Jahvè ha fatto peggio della Fornero con la pensione agli esodati”.
Perciò con Adamo, Eva e Mosè sono solo arrabbiature, e te ne potrei citare tante altre : Jahvè era molto fumino, gli giravano subito…
Ma è proprio incazzatura invece con gli abitanti di Sodoma e Gomorra, non certo una semplice arrabbiatura: gli manda una pioggia di zolfo e fuoco che li ammazza tutti. Si incazza pure con tutta l’umanità e la affoga con il diluvio universale. Non parliamo delle piaghe d’Egitto, dove anzi c’è una “superincazzatura in dieci puntate”, come una miniserie televisiva.
E’ chiara ora la differenza?”
Mi viene da ridere, ma commento : “Però in occasione del diluvio Jahvè non era, diciamo, incarrabbiatissimo: infatti ha salvato Noè e la sua famiglia!”
“Grazie! E se non li salvava, l’umanità sarebbe finita; e allora chi la scriveva la Bibbia per raccontare le grandiose imprese di Jahvè?”
“Tommaso, Tommaso! Per tua fortuna non c’è da noi un fondamentalismo e un integralismo religioso di tipo talebano, altrimenti saresti condannato a morte immediata per blasfemia. Però non ho ancora capito il motivo della tua super… incarrabbiatura.”
Per rispondermi Tommaso mi ha fatto una lunga e complicata disquisizione sulle notizie che lo hanno fatto arrabbiare. Per non annoiarvi riassumo :
- i fatti : deflazione, recessione, disoccupazione, invasione di profughi, alluvioni, corruzione, proteste popolari… i fatti dicono che la nostra Italia è proprio nei guai,
- le statistiche : l’Italia è al penultimo posto nell’eurozona per l’andamento del PIL. Ci ha superati anche la Grecia. Peggio di noi c’è solo Cipro…
… ha poi concluso Tommaso: “Però, hai sentito? Politici e telegiornalisti si esaltano perché a settembre la bilancia dei pagamenti con l’estero ha registrato un attivo di 2 miliardi di euro. Tutto risolto? Crisi archiviata?
E’ come se ad uno contagiato da ebola dicessimo che deve stare tranquillo, che è in buona salute, perché gli è passato il raffreddore! Ho ragione, o no, di inca…?”
Agostino G. Pasquali
