Viterbo RICORDI Con un colpo d'ala magistrale, sotto l'appellativo "Lo Sparviero", ricordo il fatto

 

Lo Sparviero

Da qualche mese in qua, ho deciso di non contare più gli anni vissuti, voglio incominciare a contare, non dalla mia data di nascita ma, da giorno in cui sono in pensione.

Per molti la pensione è una data di arrivo, mentre io la vorrei considerare come una "tappa" della mia vita su questa terra.

Questo mi dà un po’ di carica a questa vita monotona determinata dalla incerta salute che mi ha colpito tempo addietro.

Molti amici, con la "A" maiuscola, mi ricordano fatti ed episodi della mia gioventù che nel vortice della memoria mi sono sfuggiti dal parlarne sia sul mio libro "La mia storia da Gubbio a Viterbo", sia nelle rimembranze giornalistiche che mi hanno tenuto compagnia in questi ultimi anni.

Con un colpo d'ala magistrale, sotto l'appellativo "Lo Sparviero", ricordo il fatto.

Eravamo negli anni Sessanta, l'unica occupazione che avevo era dare una mano nel negozio gestito da mia madre, ma le giornate erano lunghe ed io, per ammortizzarle, mi intrattenevo in casa per fare un ripasso sui libri di storia e su vari testi politici che mi hanno sempre affascinato.

Un pomeriggio, accesa la radio, mi sintonizzai su un’emittente viterbese e riconobbi la voce di mio nipote Mauro Galeotti, direttore, oggi, di questo giornale.  

La cosa fu talmente fortuita tanto, quanto interessante.  

Mauro stava, via radio, trattando un caso pietoso di una madre che aveva seri problemi con un figlio portatore di handicap. 

Ascoltai l'appello della signora e di seguito sentii che Mauro assicurava il suo interessamento al problema.  

Io che capii l’esigenza di quella signora, convinto di poterle dare una mano, telefonai al responsabile della radio, senza fornire le mie generalità assicurando che avrei potuto risolvere il caso.

Da casa, parlavo con un bicchiere davanti alla bocca in modo di non far conoscere la mia voce, ma mi qualificai con il nome "Lo Sparviero" come il rapace che vola alto nel cielo, ma con una vista infallibile su ciò che accade sulla terra.

Riuscii a risolvere il problema di quella signora suscitando interesse a coloro che stavano dietro la consolle della radio. La cosa durò per vari giorni, sempre nell'anonimato, affrontammo vari problemi che risolvemmo. Un pomeriggio decisi di andare nella sede della radio con il pretesto di salutare mio nipote. Giunto lì mi accolsero con simpatia

ed affetto sino al punto che io chiesi di potermi sedere dietro la consolle, davanti ad un microfono per poter dire qualcosa. 

Ci fu una certa titubanza da parte di Mauro, ma poi mi autorizzò a prendere contatto con gli ascoltatori di quella emittente,

Io, nel presentarmi dissi: "Qui vi parla lo Sparviero". Fu grande lo stupore di tutti!

Bruno Matteacci