Viterbo RIFLESSIONI E CONSIGLI Il motto di mio padre era: “MAI aver paura SEMPRE”.
di Zampa

 

Caro “SoTuttoIo”, lacitta.eu è una trappola per topini curiosi e quando ti acchiappa la coda, non c’è modo di liberarsene!

Ormai, anche Lei ha ceduto alla tentazione di lasciar cadere i suoi pensieri sulla tastiera e sono stati risucchiati dal pifferaio di Hamelin, celato dietro allo pseudonimo “M. Galeotti”.

Personalmente, spero non riesca a liberarsi e, oltre ad analizzare argutamente, ma con tanto peperoncino, le storie e le personalità dei collaboratori, trovi la voglia di raccontare o commentare fatti, storie e pensieri che, come tutti noi, ha ascoltato, incontrato o vissuto.

Ne potrebbero venir fuori interessanti confronti di opinioni, senza scivolare nella diatriba, come a volte accade con alcuni collaboratori eccessivamente permalosi e un po’ troppo assolutisti.

Afferma di preferire i colloqui personali alle esternazioni scritte ed io mi permetto di farle notare che su queste pagine, pur cercando di curare lo stile di esposizione, ognuno di noi si rivolge ai lettori e agli altri collaboratori come se li avesse davanti, rivelando il meglio e il peggio di sé, come succede quando si parla con gli amici di argomenti che ci hanno divertito, commosso o irritato profondamente.

Ognuno di noi legge con interesse gli interventi degli altri, li apprezza, a volte si infiamma non condividendoli, altre trae ispirazione per scrivere ancora. Le garantisco che ciò è gratificante almeno quanto il colloquio verbale.

E’ questo che fa la differenza con altre pubblicazioni. E’ questo che ha consentito ad una persona come Lei, evidentemente dotata di capacità di percezione delle sfumature dell’anima umana e di un deciso spirito critico, di tracciare profili, in parte verosimili, dei collaboratori di cui ha letto alcuni interventi, presumo senza conoscerli personalmente.

Alcune delle sue critiche potrebbero essere utili ai collaboratori, per capire come i lettori possano valutare o fraintendere il significato delle loro esternazioni. Li aiuterebbe a migliorare oppure a rafforzare la convinzione di essere nel giusto e di voler mantenere quelle specifiche caratteristiche che li distinguono dagli altri.

Ad esempio, in riferimento ai suoi appunti nei confronti di Pasquali: io trovo i suoi racconti di fanta-quotidianità molto gustosi e considero geniali i suoi paradossi. Zampa, invece, sicuramente ha il problema della lunghezza, ma non corrisponde molto al profilo da Lei tracciato: scrive i suoi racconti in prima persona e utilizza personaggi assimilati ai componenti della sua famiglia perché le riesce più facile e di miglior impatto, ma spesso racconta storie vissute da altre persone e non ha mai paura di dire “Ti amo”. Invece non sa dire “Ti odio”, preferisce sparire e dimenticare, ritenendo che la vita sia un romanzo ad episodi.

Concordo con Lei sull’opportunità di leggere anche la cronaca nera e nazionale su altre testate ma è d’obbligo riconoscere al nostro Direttore la grande peculiarità nel documentare la cronaca locale, lo sport e gli eventi organizzati in tutta la provincia.

I collaboratori da lei citati, invece, incastonano nella cronaca culturale locale cammei di ricordi, racconti, curiosità, poesia, fantasia, metafora e riflessione su fatti e problemi che appartengono alla cultura generale o alla realtà nazionale e mondiale. Il tutto è condito dalle foto d’epoca dell’invidiabile collezione Galeotti.

Colgo l’occasione per ringraziare Pasqualini e Matteacci, che non conosco personalmente, per i bei momenti, di natura diversa, che mi fanno passare leggendoli.

Bruno dipinge quadretti di vita familiare e sociale che scaldano il cuore, strappano qualche sorriso e ci ricordano le nostre radici, aiutandoci a ridimensionare le eccessive lusinghe della modernità e ricordandoci che, alla fine, ciò che davvero è importante e ci sostiene, sono gli affetti. I ricordi non ci imprigionano nel passato, ci danno l’esatta percezione della lunghezza della vita e della necessità di mantenere l’equilibrio nella rapida evoluzione che caratterizza la nostra epoca.

In Barbara riconosco una giovane Zampa, anche se molto più colta. E qui, rispondo anche a Lei, caro “SoTuttoIo”: i padri con personalità straordinarie, fortunatamente esistono! Lasciano nei figli una pesante eredità, in parte dolce ed in parte amara.

Li ricordiamo perché ci mancano, perché se ne sono andati giovani, quando le loro figlie erano anch’esse troppo giovani per accettare l’ingiustizia che la vita ha commesso nei confronti di persone che meritavano di invecchiare serenamente. Però non siamo vestali che vivranno nel tentativo di emularli e perpetuare il mito del grande maestro.

Essendo persone in gamba, i nostri papà ci hanno incoraggiate ad essere noi stesse e ci hanno indirizzate verso l’amore per il mondo e le persone, stimolando la nostra voglia di capire e di cimentarci nelle più diverse attività. Per quanto riguarda il mio, mi ha insegnato anche l’autoironia e il saper ridere sulle contrarietà, anche importanti, che rendono difficile la vita. Il suo motto era: “MAI aver paura SEMPRE”.

Auguro a Barbara di riuscire, come me, a superare la nostalgia e poter finalmente guardare la foto di papà che occhieggia dal mobile del salotto, con un sorriso sereno, richiamato dal ricordo di qualche buffo episodio vissuto insieme.

Le rivelo un altro effetto positivo della frequentazione di questa “piazza virtuale”: alcuni collaboratori hanno cominciato a scriversi tra loro privatamente, per complimentarsi, rimproverarsi o scambiare impressioni senza tediare i lettori. In alcuni casi si sono incontrati, hanno stretto simpatiche amicizie, al di là delle differenze di età, sesso, religione, idee politiche e, ogni tanto, si riuniscono per una pizza!

Vista la diffidente riservatezza viterbese, ciò può essere considerato strepitoso.

Ah…. Dimenticavo! Se decide di rimanere con noi, suggerisco di cambiare lo pseudonimo, che potrebbe sembrare supponente (anche se, sicuramente vuol essere ironico) e, quando ci si rivolge a Lei, fa provare imbarazzo perché sembra di volerla provocare o insultare.

Zampa forever