Viterbo almeno credo RIFLESSIONI CATTIVE E BUONE Continuerò dentro di me ad esprimere giudizi su ciò che leggo e sulla personalità degli “scrittori”
Con risposta del direttore

Egregio Direttore, non Le ho mai scritto prima e, credo, che non lo farò più in seguito, in quanto non sono portato a discutere, criticare, raccontare, dibattere per iscritto; in questo modo si rischia spesso di essere equivocati e poi a me piace molto di più avere colloqui personali.
Ho deciso di fare un’eccezione, quando ho letto le varie corrispondenze sdolcinate tra alcuni suoi collaboratori: Pasquali che dice bravi a Matteacci, alla Pasqualini, ci mette in mezzo pure Zampa e Emma, facendo, con l’occasione, i complimenti a Ceniti, Ernesti e a Lei stesso egregio Direttore; Matteacci che ringrazia, altrettanto la Pasqualini, Zampa non si è sentita, forse perché citata di sfuggita, così Emma. Anche Lei Direttore non ha ringraziato per i complimenti, né l’hanno fatto Ceniti ed Ernesti.
Ci mancava che Pasquali facesse un elenco completo e tutti i suoi collaboratori sarebbero stati “felici e contenti”.
Le dico chiaramente che leggo ogni giorno il Suo giornale, ma, pur condividendo la Sua scelta circa la “Cronaca”, vado a leggere anche altri giornali perché mi piace essere informato su tutto, anche su quei delinquenti che rubano, ammazzano, stuprano, magari solo per rivolgere loro mentalmente un grande “vaffa”. Mentre per la cronaca mi basta leggere i titoli e poche volte approfondisco l’argomento, per il suo giornale perdo molto più tempo in quanto mi piace capire il genere umano e dai racconti, dalle poesie, dai ricordi, scaturisce ciò che lo scrittore prova dentro di sé, il suo stato d’animo di quel momento, o la passione per la propria città.
Le dico sinceramente che ho fatto una specie di classifica dei suoi collaboratori e, ecco lo scopo della presente, ho deciso, appunto dopo la lettera del Pasquali, di farla conoscere ben sapendo che deluderò qualcuno e facendo anche arrabbiare qualcun altro, compreso il Torquati che avrà a che ridire sul mio anonimato. Non sarà una vera e propria classifica con le votazioni di rito, ma un parlare direttamente con i suoi collaboratori.
A Fabio Ernesti, dico che scrive poco, purtroppo, e che non si deve più azzardare a scrivere nel modo come ha scritto l’articolo “Bentornati Facchini”: mi ha fatto piangere, la mia commozione è stata immensa e me la sono portata dentro di me per ore; la salute dei lettori va salvaguardata.
A Vincenzo Ceniti, preciso solo che ci riempie di ricordi della nostra città, ma che ci dà modo anche di paragoni poco lusinghieri su come è attualmente.
Altrettanto confermo a Bruno Matteacci, anche se gli rimprovero troppi ricordi personali che coinvolgono meno i lettori.
A Barbara Pasqualini, l’invito a continuare così, esternando sentimenti, emozioni, sensazioni in maniera dolce e avvincente che fanno bene al cuore e in più fanno sperare, considerata la presunta età giovanile, in un futuro migliore.
Per Agostino G. Pasquali esprimo dei complimenti anche se con piccole riserve sulla forse troppo fantasticheria di qualche suo romanzetto (non esiste alcuno che si azzardi a spaccare volontariamente uno specchio).
Per Zampa un brava anche se ho il sospetto che i suoi scritti, forse un po’ lunghetti, vogliano significare il voler tirare fuori la vera se stessa, il suo amore ritrovato, ma almeno un pochino diverso al quale, a voce, non riuscirà mai a gridare “ti amo”, il ricordo di un padre a cui, forse un po’ troppo morbosamente, vorrebbe somigliare.
Ad Emma, i complimenti per quella sua cronaca spicciola, di casalinga impicciona, che ci riporta indietro nel tempo e nei ricordi paesani.
A Lutor, ovvero Luigi Torquati come preferisce lui, devo dire che scrive, a mio giudizio, tante verità, ma forse sta rischiando un po’ troppo con qualche giudizio alquanto pesante.
Ad Aggì, a parte il dispiacere di non leggere più il famoso vocabolario impertinente, dico che forse ha ragione nell’aver voluto cambiare formula; purché rimanga sempre quella impertinenza caratteristica del suo dire preciso e pungente.
Per Mario Olimpieri, non ci sono altro che complimenti per quello che le sue poesie riescono a trasmettere.
Chiudo con Giuseppe Bracchi, un potenziale umano da far invidia per le sue conoscenze e la sua preparazione, ma al quale devo raccomandare di non essere sempre troppo pomposo e pieno di sé; tutti noi quando discutiamo di qualcosa, esprimiamo le nostre idee lasciando spazio ai nostri dubbi, alle nostre insicurezze e dà fastidio leggere qualcuno che ambisce dare solo lezioni come se si trattasse del Vangelo secondo Giuseppe.
Dimenticavo: il giudizio su Lei gentile Direttore. Che dire?
Una persona che riesce a fare un giornale senza cronaca nera, dando fiducia alla lettura intelligente, non può che meritare un bravo ed un encomio per l’opera che svolge.
Egregio Direttore la saluto, continuerò a leggere tutto, continuerò dentro di me, forse per un po’ di empatia che ritengo possedere, ad esprimere giudizi su ciò che leggo e sulla personalità degli “scrittori”, ma non faccia affidamento su altri miei interventi.
So tutto io
Egregio 'So tutto io' come vede ho pubblicato i suoi pensieri e la ringrazio molto perché ha fatto una carrellata dei personaggi che animano questo giornale online e lo animano con... l'anima.
Sono tutte persone di alto prestigio, ognuno a suo modo, ma tutti di una varietà di interessi e di riflessioni e di ricordi che distinguono il quotidiano lacitta.eu da tanti altri che non fanno altro che pubblicare veline su veline.
Certo lo faccio anche io, scegliendo, tra le tante che arrivano via email, quelle che si addicono alla linea della nostra redazione, perché molti sono coloro che inviano comunicati da cestinare.
Mi riferisco alle inutili discussioni tra politico e politico, che lo fanno tanto per apparire, per far vedere che esistono, anche perché in Parlamento proprio non esistono, sono delle puzzette che nulla fanno e nulla faranno per la nostra provincia.
E sento ancora parlare del raddoppio della Cassia, del raddoppio della ferrovia, dello sviluppo delle Terme, dell'aeroporto (grande bufala a cui ho creduto anche io), del sottopasso al passaggio a livello in viale Trieste, dello sviluppo turistico, della diffusione della cultura, dello sviluppo industriale... insomma con tutte queste promesse i nostri politici ci si sono ingrassati, promesse, che ho sentito così tante volte, che ci sono cresciuto, ed ho 63 anni, non pochi!
Tutti uguali, di Destra, di Sinistra e di Centro, la poltrona di pelle umana su cui siedono è comoda, sì di pelle umana perché gli spellati, spolpati siamo sempre e solo noi, e dice bene in un articolo di oggi Claudio Santella, la colpa è solo nostra, perché continuiamo a votarli, siamo proprio dei coglioni!
Anche se poi ad appiopparci i soliti nomi sono i Partiti, anche perché nei Partiti ci sono loro, i soliti noti politici che non cadono mai. Te li trovi lì nella lista, consapevoli che saranno rieletti, perché si piazzano primi nella lista.
Ma quando potrò scegliere il politico che voglio votare volontariamente?
Comunque la chiudo qui signor 'So tutto io' e la sfido a riscrivere, perché persone come lei sul giornale lacitta.eu ci starebbero proprio bene, per la schiettezza, la sincerità e la vivacità di spirito.
Gradisca il mio rispetto, anche se mi scrive in anonimato, anonimato che apprezzo, perché palese e che va ben oltre quelli che inviano proteste o reclami, firmano ciò che scrivono e poi mi dicono... per cortesia non scriva il mio nome.
Buona giornata e a rileggerla su questo giornale che mi onoro di dirigere, proprio per le persone che ci scrivono, questo quotidiano infatti è il loro è il suo.
Mauro Galeotti
