Viterbo CRONACA La nottata fu occupata dal pensiero di non fare brutta figura

1974, una battuta di caccia con Bruno Matteacci, Silvio Lazzari,
Onio Della Porta, Mauro Galeotti con la barba

Un caro amico mi invitò ad una battuta di caccia nella sua azienda agricola dove era una "riserva di caccia", lasciandomi intendere che il tutto lo aveva organizzato per me, sebbene l'invito fu esteso ad altre persone, ma lui volle mettermi al centro dell'attenzione dei convenuti.

Saputo di questo invito, stabilito a distanza di una settimana, mi precipitai ad acquistare un arredo completo da cacciatore, sebbene ne avevo uno regalatomi dai miei genitori, ma avevo capito che i partecipanti erano, come si suol dire: "gente di pelo fino" e quindi non potevo osare fare una brutta figura. 

Giunse il giorno stabilito, alla sera precedente, telefonicamente, fui avvisato che, se avevo problemi per raggiungere l'azienda, mi avrebbe mandato il suo fattore con una macchina "campagnola".

La nottata fu occupata dal pensiero di non fare brutta figura; era la prima volta che mi allontanavo da mio padre, esperto cacciatore che, sebbene invitato a partecipare alla battuta di caccia, rinunciò in quanto mi incitò ad andare senza di lui perché, come era solito dire: "tre volte sette gli anni li hai passati, quindi vai e fatti onore",

All'ora stabilita, non era ancora giorno, alla guida della mia Alfa Romeo "Giulietta" partii destinazione la tenuta del mio amico.

Ero quasi giunto a destinazione, già sentivo i latrati dei cani al seguito ed al comando dei guardia caccia che ci avrebbero accompagnati durante la battuta di caccia.

Giunto che fui il mio amico si preoccupò di presentarmi al gruppo dicendo: "Questo signorino è il più giovane segretario della Democrazia Cristiana viterbese, che oggi teniamo a battesimo come cacciatore". 

Lusingato, di quanto detto dal mio amico, mi sentii al centro dell'attenzione e, dopo aver bevuto un caffè corretto con il mistrà, ci inoltrammo nella macchia. Ad un certo momento sentii l'invito, a me diretto, di sparare ad un fagiano che, per sua disgrazia, si trovò davanti alle bocche del mio fucile.

Lo colpii e, come un bambino, mi misi a correre per andarlo a raccogliere, ignorando che tale mansione competeva al guardia caccia o al cane. Da quel momento non sparai per tutta la giornata per non rovinare l'impressione positiva che avevo dato con l'aver preso un fagiano, sparando un solo colpo. Avevo raggiunto il 100% delle mie capacità di cacciatore, un tiro ed un fagiano.

Bruno Matteacci