Vincenzo Ceniti

L’altra sera al teatro Unione è andata in scena per la stagione Atcl 2021-2022 la pièce di Gianluca Lagarce “Giusto la fine del mondo” di cui si ricorda la versione-film al Festival di Cannes del 2016.

L’autore, morto di Aids nel 1995 a poco meno di quarant’anni, vanta il primato di  commediografo contemporaneo tra i più rappresentati.  

La traduzione del testo (titolo originale Juste la fin du monde) di Franco Quadri e la regia di Francesco Frangipane, ne hanno fatto per la produzione data a Viterbo (tourrnèe di una mese in varie piazze d’Italia) un distillato di sapienza teatrale in cui si alternano a dialoghi essenziali da “interno familiare”, anche vivaci e turbolenti, eloquenti silenzi che rimandano ad immagini sbiadite di vita vissuta  appena accennate,  ma tangibili, di un tempo felice occupato da giochi d’infanzia,  rancori e  gelosie tra fratelli.  

Il  protagonista Louis, malato senza scampo come l’autore, che torna a casa dopo una decina d’anni in cerca di un gesto familiare di pietà, viene proposto da Alessandro Tedeschi in modo silente e discreto, senza quegli eccessi che un tempo facevano ingelosire il fratello Antoine interpretato da Vincenzo De Michele. Quel fratello, così rancoroso e prevenuto, non gli perdona niente: l’abbandono, il ritorno, il modo di rapportarsi. Premurosa e spontanea la sorella Suzanne (Angela Curri) che sente vicino Louis più degli altri, malgrado non lo ricordasse più . 

La cognata Chaterine, moglie di Antoine (Barbara Ronchi), è la più “estranea” alle vicende. Non sa di Louis, non lo ha visto mai,  ma è gentile con lui e gli manifesta affetto. Infine Anna Bonaiuto, attrice di razza che si tiene stretti i trofei di una lunga carriera (David di Donatello, Nastro d’argento, Globo d’oro e  Grolla d’oro) . In camerino mi ha ricordato il triste momento di tutti e dunque anche del teatro che decima pubblico, rappresentazioni e voglia di fare.

Nella parte della madre-vedova, Martine è felice di rivedere la famiglia riunita, ma sa che è una illusione. Non ha più la forza di impedire al figlio appena ritrovato la sua nuova dipartita. Louis decide di riandarsene la sera stessa senza dire nulla del suo male, consolandosi solo con la tenerezza dei ricordi.  

Scenografia asciutta di un interno di famiglia con focus di luci e ampia cornice che mettono colore ai personaggi che agiscono in quel momento. Gli  altri in chiaroscuro. Convinti applausi di un pubblico attento e soddisfatto. Piuttosto folto, malgrado il Covid.