Enzo Bentivoglio

Era trascorso poco più di un mese dalla ricorrenza del mezzo millennio dalla morte di papa Leone X, quando in modo inaspettato e repentino Fabiano Buchicchio ci ha lasciati e oggi – nell’esatta coincidenza di quella triste data – voglio qui ricordarlo con questa immagine che ci vede uniti – con l’ardimento che la giovane età facilmente ci consentiva – su una delle falde della eccezionale facciata di santa Cristina di Bolsena, fatta realizzare da colui che poi fu il primo papa Medici.

Facciata della quale Fabiano, con la sua consueta disponibilità, mi produsse, pietra per pietra e decorazione per decorazione,  un esattissimo rilievo per un saggio di lettura critica che andavo stendendo; ma poco dopo, scavando entro i bastardelli dei notai, Fabiano ci dette, per la storia dell’architettura e delle arti, i tempi esatti e nomi di quella mirabile opera.

L’immersione continua e sistematica nei fondi archivistici e la sapiente organizzazione e acuta correlazione dei dati acquisiti, permetteva a Fabiano di verificarne la reale veridicità nel confronto – là dove era ancora possibile – con la materialità dell’opera realizzata, che era sempre sostenuta dai suoi esatti rilievi, vuoi condotti “a vista”, vuoi “esplicativi” e infine redatti un tempo a riga e squadra, poi con disegni CAD, nella cui esecuzione mostrava particolare maestria e velocità. 

La consuetudine che aveva portato per anni Fabiano e Giovanna (con anche mia sorella) con la sua VW polo rossa (prima aveva avuto un maggiolino da un parente “ritrovato”), da noi, in quel di Todi, per il pranzo del giorno di Ferragosto, è stata interrotta dal COVID e inesorabilmente annullata da quel gennaio 2021. Per diversi anni dopo il pranzo, all’ombra di antiche mura Fabiano ci mostrava e quindi si ragionava – Pc aperto – su quanto veniva osservato circa il procedere dei suoi rilievi: non semplici disegni, ma percorsi di analisi di critica strutturale e formale della materia costruita,  e spesso, per ulteriori chiarimenti, veloci ma espressivi schizzi accompagnavano il percorso dei ragionamenti.  

Tra Fabiano e me – amici dai primi anni ’60 – si era innescata una relazione attraverso giovanili interessi esclusivamente culturali comuni, poi cementati da una amicizia e familiarità. Fabiano da sindaco sempre attivo a vigilare sulla sua Bolsena già dalle sei del mattino, severo nel rispetto dei doveri dei cittadini e allora – nei suoi viaggi a Roma – affettuoso nel portarmi i caki dell’orto della sua casa di via Francesco Cozza. 

Una continua corrispondenza quella di un tempo col francobollo, poi venne quella informatica che ha arrecato il vantaggio di trasmettere le immagini e consentendoci così - quasi contemporaneamente – di ragionare insieme.

Proprio ieri mi è pervenuto dai colleghi parmensi del Comitato scientifico della grande mostra e relativi tre cataloghi sui Farnese che si aprirà nella prossima primavera a Parma, il testo di Fabiano, ma carente di quelle note che hanno fatto la “preziosità” dei suoi testi: Enzo e Simonetta “aiutateci” a completarlo! ma a tale richiesta si può semplicemente e assolutamente dare seguito col comunicare  che il testo così come è va bene, poiché quanto per notizie d’archivio e fonti, i riferimenti non possono che trovarsi nella quasi totalità nei tantissimi scritti di Fabiano che in varie epoche hanno trattato  o sono stati o per soggetto o tematica contigui. 

Con la scomparsa di Fabiano resta anche interrotta la redazione conclusiva del suo più che annuale rilievo – pietra per pietra, pietra originale e pietra di restauro e strato-colore-granulometria di malta con strato-colore-granulometria di malta – del chiostro di santa Maria in Gradi (bello sarebbe che la “Tuscia” facesse uscire alla luce questo lavoro), nutrito dalla più disinteressata passione e sostanziato da un grande sacrificio e dall’amore di chi l’attendeva. 

Non mi è noto se la Comunità di Bolsena abbia già pensato/deliberato di dedicare a Fabiano Tiziano Fagliari Zeni Buchicchio qualche spazio pubblico aperto o chiuso, ciò sarebbe auspicabile e se è avvenuto è ammirevole.