
Mariella Zadro
E’ normale, durante gli ultimi giorni dell’anno, soprattutto in questo periodo, cercare di sapere cosa ci riserva l’anno nuovo.
Forse un po’ distrattamente, ma in molti leggiamo il nostro oroscopo, scegliendo le notizie che riguardano la salute, il lavoro e in ultima battuta, l’amicizia e l’amore.
Se vogliamo avere un quadro generale, dettagliato e di qualità è bene consultare l’Almanacco di Barbanera.
Il primo fu stampato in Umbria a Foligno nel 1762 e dopo esattamente 260 anni, detiene il primato di vendite.
Nel 2015 è stato dichiarato dall’Unesco Memory of the World con una motivazione prestigiosa:
“La Collezione di Almanacchi Lunari Barbanera, 356 esemplari datati dal 1762 al 1962 è la più completa al mondo. Il suo valore è universale e si deve al suo essere simbolo, di un genere letterario, che ha contribuito, a creare la cultura e l’identità, di interi popoli e nazioni, prima dell’avvento dei più moderni mezzi di comunicazione di massa”
Di ogni mese possiamo avere consigli per la casa, ricette della tradizione, natura e armonia fisica e seguendo le fasi lunarie, la cura per l’orto ed il giardino.
Così scrive il poeta Gabriele D'Annunzio, la cui collezione del Barbanera è ancora oggi conservata al Vittoriale degli italiani:
«... La gente comune pensa che al mio capezzale io abbia l'Odissea o l'Iliade, o la Bibbia, o Flacco, o Dante, o l'Alcyone di Gabriele D'Annunzio. Il libro del mio capezzale è quello ove s'aduna «il fiore dei Tempi e la saggezza delle Nazioni»: il Barbanera»
