Mariella Zadro 

Siamo sul Monte Amiata ad Abbadia San Salvatore, dove la notte del 24 dicembre, torna a vivere una delle feste più antiche della zona: la Notte delle Fiaccole.

Le sue origini vulcaniche, hanno dato origine ad una montagna lussureggiante “sacra” per gli Etruschi, dove la natura diventa generosa e regala boschi di castagni e faggi.

Le fiaccole, sono tipiche cataste di legna, (circa trenta) a forma piramidale alte fino a sette metri, vengono allestite in ogni terziere (divisione dell’abitato) del piccolo borgo medievale.

La festa inizia con la cerimonia di accensione della prima fiaccola alle ore 18,00 davanti al comune, successivamente si passa ad accendere le altre disposte per il paese.

La celebrazione va avanti tutta la notte, accompagnata da canti delle pastorelle, zampognari e vin brûlé offerto dai ragazzi delle varie fiaccole. 

A mezzanotte poi, terminata la vigilia, uscendo dalla messa si mangia un panino con la salsiccia, sempre offerto dai ragazzi delle varie fiaccole.

La leggenda ci racconta che nel 700 d.C., quando il re longobardo Ratchis, durante una battuta di caccia nei boschi dell’Amiata, ebbe la visione della Trinità che gli apparve nelle forme di una fiamma divisa in tre parti posta su un castagno: un fuoco sacro che induce Ratchis a costruire proprio intorno a quell’albero la grande Abbazia dedicata al San Salvatore.

Una tradizione che si perde nella notte dei tempi e che ancora oggi, rinnova il senso di essere comunità, la bellezza di essere figli di quel fuoco.

Per accedere alla festa, sarà obbligatorio il green pass base e la mascherina.