Andrea Stefano Marini Balestra
E allora è proprio vero che i viterbesi preferiscano l’isolamento del loro territorio dalle grandi vie di comunicazione!
Si rinfaccia ancora che “illustri” viterbesi non vollero la ferrovia nella seconda metà dell’ottocento, poi dell’autostrada del Sole negli anni 50 del secolo scorso e che nulla ancora si proponga perché la Cassiabis, fermata a Monterosi prosegua sino al capoluogo.
Purtroppo l’isolazionismo viterbese è ancora presente.
Duro a morire.
Infatti, mentre a Civitavecchia l’Autorità portuale e la locale Unindustria hanno organizzato un tavolo di lavoro per il prossimo 17 dicembre presso il Molo Vespucci al quale parteciperà il Commissario straordinario per il completamento della E45 sig.ra ing. Ilaria Coppa, a Viterbo nessuna analoga iniziativa è stata non solo realizzata, ma nemmeno pensata. Chissà pure se qualcuna delle realtà imprenditoriali della Tuscia sarà presente venerdì 17 dicembre al Molo Vespucci ?
Ad oggi l’unico movimentismo a favore del fine telenovela superstrada Orte/Civitavecchia è venuto dal deputato Mauro Rotelli di FdI.
Silenzio di tutti gli altri.
Avvenne pure nel recente passato che Alessandro Giulivi, attuale candidato alla Presidenza della Provincia, oggi sindaco di Tarquinia, sia stato tra i firmatari dello scellerato al ricorso al TAR che ha bloccato tutto da anni.
Ma non è il solo che appare, sotto sotto, a remare contro la realizzazione dell’arteria. C’è il silenzio dei sindaci della Provincia, la bagarre delle loro proposte alternative ai progetti. Vent’anni fa, per esempio l’allora sindaco di Monteromano chiese come contropartita del passaggio della strada sul suo territorio di avere un’uscita speciale per il suo Comune.
Ecco che oggi, nella diserzione (voluta?) degli amministratori ed imprenditori viterbesi ad ogni azione concreta perché l’ANAS completi la realizzazione del percorso, le speranze sono affidate al presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia Avv. Pino Musolino ed a quello di Unindustria Civitavecchia dr. Cristiano Dionisi, le uniche realtà che stanno spingendo perché, dati gli altissimi costi dell’opera si proceda almeno per stralci, di cui il primo, forse il più importante, il superamento del centro di Monteromano.
Se ne facciano una ragione i baristi e ristoratori monteromanesi se qualche camionista o viaggiatore in auto non si fermi in divieto di sosta per sorbire un caffè.
