Viterbo CRONACA "Mbè? Che avarebbe da fa’? Le cestine pe le cartacce nun ce so’"
Aggì, l’impertinente

2 ottobre. Viterbo città, via Maresciallo Mariano Romiti.
Sto camminando sul marciapiede, quello lungo la ferrovia, quello che è abbellito (sarebbe meglio dire: invaso) da una siepe di oleandri.
Mi precede un signore che cammina e intanto divora con gusto un trancio di pizza.
Quella pizza deve essere proprio buona a giudicare dall’avidità con cui quello se l’addenta e dal profumo di rosmarino che ad ogni morso si sprigiona, aleggia nell’aria e arriva fino alle mie narici. Quasi quasi gli chiedo dove l’ha comprata quella pizza così fragrante.
Mentre tentenno sull’opportunità di chiedere, la pizza è già finita, il signore si ferma e si libera dell’incarto buttandolo tra due oleandri.
Da un po’ di tempo sono diventato insofferente agli atti di maleducazione e intervengo d’impulso, ma senza aggressività, piuttosto con ironica cortesia. Quindi gli dico : “Bravo! Così lei contribuisce alla pulizia della città buttando la cartaccia dietro un cespuglio invece che a terra! E’ già un progresso. Complimenti!”
Mi guarda nient’affatto mortificato e mi risponde : “Mbè? Che avarebbe da fa’? Le cestine pe le cartacce nun ce so’; ‘na vorta c’ereno le cassonette, ma mo’ l’hanno levate… La carta adè unta. Che vulete che me la metto ‘n saccoccia?”
Quel signore ha la sua buona dose di ragione! L’Italia è piena di divieti che nessuno rispetta…perché c’è sempre una giustificazione per non rispettarli.
* * *
- Divieto di sosta per le auto? Ma i parcheggi sono pochi e strapieni, e sono cari, e poi nei parcheggi liberi c’è il parcheggiatore abusivo che rompe… quindi si parcheggia dove capita: un marciapiede sufficientemente largo, magari con un albero che tiene fresca l’auto, è l’ideale.
- Limiti di velocità? Sono cervellotici, assurdi e poi se uno ha un’urgenza… basta solo stare attenti ai telecontrolli, che sono pochi e addirittura presegnalati con l’apposito cartello.
Il cartello? Ma di chi è questa apprezzabile idea? Apprezzabile? Apprezzata?
Beh, si, molto apprezzata dagli indisciplinati per natura e convinzione. Quest’idea è da estendere, per esempio…
… lo immaginate un ladro che, prima di tentare un furto con scasso a casa vostra, consulta il cartello che indica se ci sono e dove sono i sensori di allarme?
- E’ vietato bruciare fogliame e frasche nei giardini privati? Questo è un problema autunnale: gli alberi si spogliano, ma non si sa dove buttare gli scarti della pulizia del giardino. I cassonetti non ci sono più e nel bidoncino dei rifiuti organici non c’è posto. La soluzione è bruciare le foglie. I vicini avranno pazienza se, un paio di volte all’anno, vengono affumicati come lo speck.
A proposito: avete notato che se si accende un falò il fumo non ricade mai nel giardino di chi ha acceso, ma va sempre verso la casa del vicino antipatico e attaccabrighe? E’ come il fumo della sigaretta che non va mai negli occhi del fumatore, ma in quelli di chi, sfortunato, gli sta vicino.
- Evasione fiscale? E’ necessaria per sopravvivere. Tanto il fisco lo sa che evadono tutti, almeno un po’. E’ per questo che la tassazione è così elevata. Infatti se lo stato vuole 100, ti chiede 200. Tu paghi 50 e ti senti in regola. Se non paghi nemmeno 50 e ti scoprono? Allora aspetti un condono e poi condoni per 25, che è anche meglio.
- Lavoro nero? Mi dice un muratore disoccupato che fa lavoretti saltuari in nero: “Nessuna ditta mi assume più. Che faccio? Mi dovrei iscrivere come artigiano. E poi? Tra burocrazia, e tasse, e compenso del commercialista, e chi non ti paga? Certo costerebbe più dell’incasso.”
- E’ vietato mettere in rete acqua potabile con contenuto di arsenico superiore a 10 microgrammi/litro? Basta vietare l’uso alimentare ed igienico dell’acqua fuori legge. Il sindaco vieta l’uso, Talete spa lo notifica, poi ognuno fa come gli pare.
Io la uso quell’acqua, nonostante il divieto, perché, come scrisse argutamente il signor Luigi Torquati qualche tempo fa su questo giornale: “Non posso mica farmi la doccia con l’acqua minerale!”
E nemmeno posso lessare la pasta o le patate con l’acqua minerale: costa meno andare a mangiare da McDonald’s!”
* * *
Potrei continuare con altri esempi, ma mio cugino Angelo mi chiede di poter intervenire:
Angelo : “A proposito di scarso rispetto dei divieti: hai sentito di De Magistris? E’ stato sospeso dalla carica di sindaco di Napoli; per lui è “vietato amministrare”, ma si rifiuta di ubbidire.”
Aggì : “Avrà sicuramente anche lui le sue ragioni. Secondo te, che sai sempre tutto, quali sono?”
Angelo : “Arimiprendipelculocolsaitutto! Faccio finta di non aver sentito e vengo alla tua domanda. Essendo un magistrato (sia pure ex), De Magistris non può pensare di disubbidire alla legge. Sarebbe il colmo. La sua è una protesta ufficiale, non è l’inosservanza di un divieto. Di solito, chi se ne frega di un divieto, non lo rispetta e basta, mica lo va a dire in giro. De Magistris fa una protesta chiara e clamorosa.”
Aggì : “Come Grillo che manda affan… tutte le autorità, dal semplice funzionario al Capo dello Stato? Come i leghisti con il carro armato fatto in casa? Come Berlusconi contro la persecuzione giudiziaria?”
Angelo : “Non è proprio così. La protesta di Grillo e dei leghisti è folklore, non fa male a nessuno e non preoccupa; anzi è divertente, fa audience in TV e fa vendere i giornali.
Berlusconi? Lasciamolo stare: è di nuovo così potente che la prudenza consiglia l’… eccetera eccetera.
Invece non saprei dire se De Magistris abbia torto o ragione, ma vedrai i guai che gli pioveranno addosso perché la sua è una protesta che dà fastidio a tanti… e lui è solo.
Prevengo la tua domanda: perché i guai? Vedi cugino: una volta in Italia i “contestatutto” dicevano: “vietato vietare”, come protesta contro l’eccessiva severità e pignoleria delle leggi. Oggi si dice che “è sconsigliato rispettare i divieti” perché, se no, si fa la figura del fesso. Ma soprattutto vale la regola che “è pericoloso protestare da soli”.
Aggì : “Ma sei sicuro che De Magistris sia solo? Che non ci sia qualche potere forte che lo appoggia o addirittura lo pilota?”
Angelo : “Bravo! E chi lo sa? Ma, secondo te, è utile e opportuno sapere?
Oggi ho questo amletico dubbio: è bene sforzarsi di capire quello che sta succedendo? oppure è meglio subire in beata ignoranza?
Comunque sia, ci dobbiamo rassegnare: noi siamo degli ingenui e illusi democratici, molto “demo” e poco “cratici”.
Sicuramente così la pensano due eccellenti eredi del Marchese del Grillo, che come lui dicono: “Io so io, e voi nun sete un c…!”. No, non è vero, non dicono proprio così, ma lo pensano, e agiscono di conseguenza. Basta osservare come trattano opposizioni e sindacati.
Noi siamo come le formichine che si affannano a far sopravvivere il formicaio, mentre alcuni grossi formichieri introducono nel formicaio le loro lingue, avide lunghe e vischiose.
Lo sai, Aggì? I formichieri, sia quelli veri sia quelli umani, succhiano con calcolata moderazione, per non distruggere il formicaio e poterlo sfruttare a lungo”.
Aggì, l’impertinente
