dott. Giuseppe Di Prima

Il presidente di Unaprol, David Granieri è andato su tutte le furie a causa del Nutriscore. Perché Unaprol ha suonato l’allarme? E che cos’è il Nutriscore?

Il Nutriscore arriva dalla Francia ed è un sistema di etichettatura dei prodotti alimentari che intende rendere più semplice, da parte del consumatore, l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto.

A tal fine sono state adottate due scale collegate: una alfabetica comprendente le lettere dalla A alla E per un totale di cinque “caselle”, e una cromatica in 5 gradazioni, dal verde al rosso, corrispondenti alle cinque lettere di cui sopra.

Adottato in Francia, Germania e Spagna tra gli altri paesi, il Nutriscore non ha trovato spazio in Italia, che invece si annovera dalla parte di chi, come gruppi industriali, agricoltori, molti nutrizionisti, critica la scala cromatica a causa di un’eccessiva semplificazione delle informazioni nutrizionali.

L’ultima polemica è nata appunto dal “voto” applicato dal Nutriscore a un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Perché c’è chi parla di un attacco al Made in Italy?

Per farla breve, secondo il Nutriscore, un cucchiaio di olio extravergine di oliva avrebbe valori nutrizionali peggiori rispetto a una porzione di patatine fritte (che, ironia della sorte, vengono fritte nell’olio di semi, e non nell’olio extravergine di oliva) ed equivalenti ai valori nutrizionali di un hamburger molto farcito. Diverse catene di fast food hanno adottato il sistema disegnato come un semaforo che ha affibbiato all’olio italiano una “C”.

L’adozione dell’etichetta a semaforo da parte di alcune catene di fast food in Francia è l’ultima follia del Nutriscore che cataloga le patatine fritte più salutari di un cucchiaio di olio extravergine d’oliva che, a sua volta, ha lo stesso valore per l’organismo di un hamburger molto farcito.

“Combattere strenuamente questo sistema ideato solo per danneggiare l’Italia e i suoi prodotti più importanti“, è questa la sollecitazione di Granieri indirizzata al governo italiano, al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Patuanelli e ai parlamentari italiani a Bruxelles.

Speriamo che i nostri parlamentari oltre a salvare i loro scandalosi emolumenti, riescano a salvare anche i nostri invidiati prodotti.