dott. Giuseppe Di Prima
La pratica democratica in Italia appare al tramonto; una votazione pubblica importante che registri solo una partecipazione al voto inferiore alla metà degli aventi diritto, non dovrebbe essere neppure presa in considerazione per i suoi risultati.
Infatti, in tutte le votazioni, dai referendum previsti dalla Costituzione, alle votazioni condominiali, la partecipazione al voto di meno della metà, dichiara la nullità del risultato.
Un’elezione di amministratori comunali con percentuali di votanti inferiori alla metà non ha valore alcuno.
Non si è manifestata con chiarezza l’intenzione dei cittadini di volere tizio o caio a sindaco o consigliere comunale.
Se serve una maggioranza qualificata per elegge un amministratore di condominio, figuriamoci se necessaria per un pubblico amministratore!
In città come Torino, Trieste o Roma il sindaco è stato scelto da una minoranza (circa un quinto dei cittadini), minoranza che potrebbe essere anche una volontà di gruppo estremista, non certamente rappresentante di un consenso popolare.
Ne vedremo delle belle!
