Viterbo CRONACA A me sembra un’idea grandiosa, geniale, tipica dell’assessore Ricci
di Luigi Torquati

1929 Porta Faul e le mura castellane
con la torre detta della Bella Galiana
e la Chiesa di santa Maria della Palomba.
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(Archivio Mauro Galeotti)
Ho letto che l’Amministrazione Comunale intende aprire un varco pedonale a Porta Faul, in corrispondenza dell’'ex gazometro, fautore l’assessore Ricci che ha dichiarato “Entro ottobre il via libera definitivo”.
A me sembra un’idea grandiosa, geniale, tipica dell’assessore Ricci. Non immaginate quanta gente a piedi transita per Porta Faul; a volte si formano file interminabili di pedoni che si scontrano per entrare ed uscire dalla porta. Ben venga, dunque, un nuovo varco con i dovuti segnali che indichino quale è quello per uscire e quello per entrare.
E pensare che ci sono persone che vanno in cerca di barzellette su internet; basterebbe seguire ciò che dice Ricci.
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Al contrario un piccolo varco pedonale, da due persone al massimo, si dovrebbe studiare a Porta Romana, esattamente sul lato destro, uscendo (a sinistra c’è già). Rimanete qualche minuto nei pressi della porta, specialmente all’orario di uscita delle scuole e vi renderete conto di quanti rischi corrano i pedoni che, poco rispettosi dell’obbligo di uscire dal varco apposito, si intrufolano per passare dalla porta centrale, in mezzo alle macchine che entrano, i cui conducenti non possono vederli. Se non si può fare un piccolo varco, sarebbe il caso di mettere un vigile che obblighi al passaggio nel giusto senso di marcia.
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A proposito di Faul. Qualcuno si è lamentato di come è tenuta la “Pista ciclabile” sulla Strada Bagni. Innanzi tutto non è una pista ciclabile, ma “pedonabile”; perlomeno così è nata dalla vecchia amministrazione (non sono stati soldi spesi bene, visto il risultato), però è vero che è tenuta male. Quei pochissimi frequentatori appassionati di jogging, devono stare molto attenti alla loro testa e non solo, per non danneggiare la folta vegetazione che invade la pista. La natura va rispettata!
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Per rimanere ancora nei pressi di Faul. Il percorso di via S. Antonio si fa ogni giorno più difficile: a parte la strada piena di buche, la vegetazione anche qui la fa da padrona, rendendo la visuale difficoltosa e occupando spazio.
L’adiacente via S. Clemente è sempre con un senso di marcia inadeguato e ridicolo. Ricci ignora il nostro dire e prosegue, confermando gli errori delle passate amministrazioni che hanno decretato o mantenuto quel pericoloso senso di marcia.
Dimenticavo, Marini e soci non fanno altro che affermare che questa amministrazione vive su quanto fatto o iniziato in passato da loro; dunque confermiamo anche via S. Clemente.
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Comunque c’è da dire che, grazie anche alle piogge e alle stagioni un po’ anomale, la vegetazione è rigogliosa un po’ dappertutto a Viterbo; dal viale Trieste alla Cassia Sud, Nord, Tangenziale Ovest, ecc. ecc. Anche le strade di pertinenza della Provincia, non sono da meno. E’ carenza di personale o di decespugliatori?
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Nei giorni scorsi c’era in bella vista un manifesto che chiedeva a Renzi di rottamare Fioroni e Sposetti. Al di là che Renzi, quando è venuto a Viterbo, ha espresso la volontà di fare piazza pulita di tutti quelli con una anzianità parlamentare di 15 anni (ma lui può solo proporlo, per attuarlo ci vuole un ampio consenso), perché dovremmo chiederlo a Renzi? Ancora non si è capito che siamo noi i responsabili di certe anzianità?
Non vogliamo metterci in testa che solo con i nostri voti possiamo cambiare certe situazioni. Se fino ad ora, nel viterbese, si è viaggiato, come ha affermato Renzi, ad un chilometro all’anno, è perché noi lo abbiamo permesso, mantenendo uomini inetti, inutili, politicanti da strapazzo che non hanno mai pensato al bene di Viterbo e al suo progresso economico.
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Ho letto che da Unieuro il 26 settembre c’era la fila per acquistare l’iPhone 6, il nuovo smartphone di casa Apple.
Addirittura, il negozio, per il 25, ha prolungato l’orario di chiusura a mezzanotte, riaprendo un minuto dopo e incominciando, così, la vendita del nuovo prodotto. Mi dicono che il costo va dai 700,00 euro ad oltre 1.000,00, a seconda delle prestazioni; immagino che gli acquirenti siano per la maggior parte giovanissimi; mi domando: ma c’è la crisi o no?
Dove trovano tanti soldi da spendere per queste cose voluttuarie? Papà, mamma, nonni, li fornite voi? Però continuiamo a piangerci addosso per la troppa disoccupazione, specialmente giovanile, per l’assenza di lavoro, per la crisi che non termina mai, per gli aumenti di gas, luce, ecc. Non sarà il caso di farsi un bell’esame di coscienza?
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L’altro giorno sono andato a comprare le sigarette (mi odio perché fumo) e ho notato, davanti a me, un ragazzo che ha chiesto le sigarette alla tabaccaia, la quale, guardando i clienti presenti e intuendo che non esisteva pericolo, gli ha consegnato, cercando di nasconderlo, un pacchetto di sigarette e facendogli anche un chiaro cenno, affinché lo mettesse in tasca. Tutta la scena, inoltre, mi ha dato l’impressione di essere abituale.
In bella vista, alle spalle della tabaccaia, il cartello indicante il divieto di vendere sigarette ai minori. Il ragazzo avrà avuto 15/16 anni al massimo. Uscendo poi, ho notato che il ragazzo, poco distante dalla tabaccheria, apriva tranquillamente il suo pacchetto di sigarette. Nelle ore successive, mi sono rimproverato ferocemente per non aver detto niente, accettando passivamente il fatto; mi sono, in parte, scusato perché avevo fretta, ma ritornerò in quella tabaccheria, nella speranza che si ripeta la stessa scena.
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Mia moglie, esercitando da circa 4 anni la professione di disoccupata, perde un bel po’ di tempo per seguire i vari annunci di lavoro e per inviare curriculum. Qualche tempo fa, mi ha fatto notare un catalogo approvato dall’amministrazione provinciale di Viterbo, con quattro proposte formative: progettazione/installazione di impianti solari fotovoltaici (durata 80 ore), installatore e manutentore impianti inverter (durata 80 ore), pianificatore e gestore attività di marketing e comunicazione nell’era del web 2.0 (durata 60 ore), elementi di disegno Cad ovvero Computer-Aided Drafting, cioè disegno tecnico assistito dall'elaboratore (durata 80 ore).
C’era anche la soddisfazione dell’assessore Andrea Danti: “Si tratta di un grossa mano che la Provincia intende dare a disoccupati che in questo modo potranno arricchire il proprio curriculum rendendolo più appetibile nell’ottica di una assunzione futura”.
Senz’altro una buona cosa, ma personalmente suggerirei di fare corsi diversi, meno roboanti e più terra terra. Basta leggere, infatti, qualche annuncio di lavoro, per rendersi conto che le richieste di personale prevedono, quasi sempre, la conoscenza dell’inglese scritto e parlato (e qui, nemmeno i giovanissimi che tanto cantano in inglese, sono preparati, figuriamoci gli over 40/50) e una conoscenza approfondita delle applicazioni informatiche. Non sarebbe meglio organizzare corsi del genere, che rendano veramente, come dice Danti, il candidato/a più appetibile, nell’ottica di una assunzione futura?
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Mi trovavo a passare da Via Prato Giardino ed ho notato una serie di manifesti, per vendite all’asta da parte del Tribunale di Viterbo. Mi sono soffermato a leggere, solo per curiosità, considerate le mie poche sostanze, ma ho fatto in tempo a notare un manifesto interessante. C’era scritto che, in caso di asta deserta, si sarebbe provveduto alla vendita “al l’incanto”.
Assessore Danti, sarà il caso di predisporre anche qualche corso di Italiano?
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Su “lacitta.eu” leggo che Aggì chiude il vocabolario impertinente con la cinquantesima puntata. Mi dispiace, dato che ero uno di quei tre/quattro lettori che cita sempre l’autore (sono convinto che siamo molti di più) a cui piaceva il modo di dire, l’impertinenza e le varie sottolineature del vocabolario. Forse Aggì potrebbe aver ragione, nell’affermare che il vocabolario, prima o poi, sarebbe divenuto un qualcosa di artificioso; cambiare formula qualche volta è necessario, l’importante è continuare con lo stesso spirito e mi pare che, in questo senso, ci sia già una promessa.
Una cosa, però, la devo dire ad Aggì: va bene il grazie a noi lettori fedeli, ma forse meritiamo pure le scuse per l’inaspettato abbandono e se non vedremo “impertinenze” future in altre forme, mi farò promotore di una raccolta di firme per il ritorno del vocabolario.
Luigi Torquati
