Viterbo CRONACA Le  ultime su Ignazio (Marino) ce l’ha fornite il quotidiano “Il Tempo”, del mercoledì 1 Ottobre 2014

 

Ignazio Marino

Un tempo questa data segnava la festa dei Remigini, ovvero dei Primini, o degli scolaretti che tra una  lacrimuccia e l’altra iniziavano il loro ciclo scolastico dell’infanzia, accompagnati per mano da papà o da mamma sotto lo sguardo, fra il serio e il faceto, della rispettiva maestra o maestro.

Oggi invece, il 1° ottobre 2014 segna per il popolo romano una data infausta, di quelle che ciascuno si aspetterebbe come necrologio per una persona cara o come scherzetto nella notte di Halloween: “Cari romani, mi ricandido”.

E drammatico! Il Sindaco di Roma, Ignazio (Marino) ci riprova, vuole ricandidarsi. E come segnale accattivante preelettorale, a fondo pagina ecco il faccione sorridente di Ignazio, a metà strada tra la reclame farmaceutica del Benagol o della Dolce euchessina e quella della Centrale del latte o dell’Acqua Levissima.

 Volto sorridente come non mai e dimentico del famoso detto latino “Risus abbunda…”, incarna una maschera che è l’esatto contrario dello Shakespeariano versetto dell’Amleto, atto IV scena IV, laddove il drammaturgo di Stratfrord on Avon fa dire al suo personaggio: Oh vergogna dov’è il tuo rossore?

Allo stesso modo del Masaniello napoletano, ovvero quel Luigi de Magistris, detto Giggino O’ Trombone, che nella città partenopea ha combinato più guai della Seconda Guerra Mondiale, anche ad Ignazio, mutats mutandis, non passa neppure per l’anticamera del cervello di imboccare la via delle dimissioni, dove a tanti romani piacerebbe vederlo fulminato.

No, no! Lui se la ride e tra un gay pride e l’altro, sentite che pensieri filosofici sforna la sua mente geniale: ”Sono fortemente attratto dalle sostanze stupefacenti, ma non ne ho mai utilizzata nessuna…” Beato chi ci crede, dopo l’ultima proposta sui 900 euro mensili per ogni rifugiato ospitato da famiglie romane!

E poi: “Certo, dopo aver visto il batterista dei Rolling Stones che a quasi 75 anni suona 2 ore e mezza con energia diventa difficile spiegare i figli che le droghe non vanno usate”.

Per fortuna che si trattava del batterista, che se invece si fosse trattato del clarinetto di Renzo Arbore, chissà quante ne avrebbe strolicate il grande Ignazio. Una droga per tutte le stagioni e per ogni circostanza: aiuta ad essere sempre sorridenti, anche di fronte allo scempio della Capitale.

Nerone di fronte all’incendio di Roma, ebbe almeno il pudore di intonare un lamento funebre. Ignazio, no.. Ignazio! Lui continua a ridere, felice come una Pasqua. Anzi, Ignazio è l’uovo di pasqua che si è fatto uomo. Non ha problemi di alcun genere.

Come si corica, così si alza. E quel che è ancora più chic, è che intorno ad Ignazio tutti devono avere lo stesso passo e lo stesso piglio. Urbis et Orbis, più orbi che urbis sembra, secondo il parere dei romani.

E mentre Ignazio se ne va in bicicletta, sellino e canna rigorosamente dritti e rigidi, come la sua spina dorsale che, anche sotto le imprecazioni dei concittadini si piega, ma non si spezza, tal Nieri, suo vice Sindaco, invece, insegue l’uccello.

Si tratta di un pappagallo, appartenente ad una specie protetta, non quella dei romani, razza ormai in via di estinzione. No. Si tratta di un pappagallo cenerino, appartenente ad una tal Nada Hadzovic, nata 35 anni fa a Sarajevo.

Togliete il pappagallo alla nomade! Tuonò il vice Sindaco. Possibilmente, però, non toglietelo al vice Sindaco Nieri o rischia di farla di fuori. Come il suo primo cittadino, Ignazio che, dato il mortal sospiro, prese la bicicletta e si fece un altro giro….. alla faccia della Capitale e dei romani. Per altri 5 anni? In Bocca al lupo, popolo di Roma!!

Giuseppe Bracchi