Andrea Stefano Marini Balestra

In occasione della campagna elettorale per le elezioni comunali del 2019 a Civita Castellana usai in un mio articolo il testo: “La lega si slega” a proposito di mal di pancia che sin da allora serpeggiava nel centro falisco in occasione della designazione del candidato sindaco ed alleanze. 

Fui facile profeta.

Sin da allora si era capito che nella governance provinciale della Lega per Salvini diretta da Umberto Fusco c’era contestazione. La Lega a Civita Castellana espresse il suo sindaco, ma durò poco. La successiva elezione, ha poi portato sul più alto seggio comunale un esponente di un altro partito (Giampieri di FdI). 

Dapprima, a Viterbo, nelle Comunali del 2018, benché Fusco rivendichi ancora oggi l’elezione di ben otto consiglieri, il numero dei consensi per la Lega fu inferiore quello di Fratelli d’Italia e Forza Italia ed il sindaco espressione di quest’ultimo partito.

Era ovvio che partisse da qualcuno qualche fronda critica sulla “gestione” del partito. Sin dall’estate 2018 un gruppo di iscritti nelle chat si “azzardarono” porsi interrogativi sulla condotta del partito, sulla scelta de dirigenti e sui programmi futuri per la Tuscia. Non essendo costoro riunitisi in modo carbonaro, vennero facilmente identificati e scacciati. 

Del capitolo: il re Fusco non ammettendo critiche, rafforzò il suo cerchio magico famigliare ed escluse ogni altro lasciando in carica solo suoi incensatori “yes man”.

Di come poi sono andate le successive elezioni, i risultati sono sulla stampa odierna.

La Lega è in perdita di consenso in particolare nella Tuscia, dove comunque questo partito alloctono ai sentimenti delle nostre genti, partendo dall’originario programma di secessione, è poi finito scimmiottare storici partiti nazionalsovranisti ed ora ne paga le conseguenze.

In definitiva, i “carbonari” di Civita Castellana, ignoti sino ad ora dai media, ma esistenti, stanno allargando le loro fila.

La “gestione” Fusco, ritenuta fallimentare, va interrotta, dicono. 

Nelle ultime comunali il capo viterbese è rimasto personalmente asfaltato dall’avversario di centrosinistra a Vitorchiano, solo un sindaco è stato presentato nei comuni al voto, ma sonoramente bocciato. Raccattato solo qualche consigliere nelle liste civiche di centrodestra.

Il partito “Lega per Salvini” nella Tuscia è sparito, passato al 5% scarso da un oceanico 44% delle Europee. Se è accaduto, qualcosa ci sarà?

Infatti, alcuni degli iscritti e militanti vogliono riferirsi direttamente al “capitano” Salvini, ma in questo, sembra, vengano ostacolati.

Allora era vero già da tre anni fa: “La lega si slega”.