Viterbo CRONACA Quei guastafeste di Viterbo Civica, avevano fotografato decine di persone sul balcone del Teatro Unione

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"Tanto dovevasi".
Con questa frase un solerte dirigente del Comune di Viterbo ha terminato un comunicato di poche righe, in merito alla querelle sul Teatro dell’Unione, giusto il tempo per ripetere che il Comune e il Sindaco non c'entrano nulla perché il teatro essendo in fase di ristrutturazione si trova nell’esclusiva disponibilità della ditta appaltatrice.
Ricordiamo che quei guastafeste di Viterbo Civica, avevano fotografato decine di persone sul balcone del Teatro Unione, la sera del trasporto di Santa Rosa.
Persone che non avrebbero dovuto stare là , proprio perché si tratta di un cantiere aperto.
E dire che l'anno precedente era venuto fuori lo stesso marasma per qualcosa di ancor più sconcertante. Amici degli amici autorizzati dal Comune stesso a entrare in un’area inagibile.
La risposta al come e perché quelle persone si trovassero in un cantiere, è racchiusa in quel "Tanto dovevasi" che suona come un: questo è quanto, punto, fine, kaputt, basta, non ce n'è per nessuno.
Questa in pratica sarebbe la risposta data alla consigliera Chiara Frontini, che aveva sollevato la questione chiedendo l’accesso agli atti. La risposta ufficiale a un consigliere è una letterina che sa tanto di "lascialiperdesti4poriciuchi", in altre parole il "modus operandi" che è lo specchio della città .
Ebbene questi "4 pori ciuchi", non si accontentano di sentirsi dire "Tanto dovevasi", ma vogliamo risposte precise, perché non ci sembra normale che un chicchessia qualsiasi, amico di amici, in barba ad ogni regola, possa usufruire di spazi definiti chiusi per uso personale.
Vogliamo sapere se, da contratto e da normativa nazionale, l’esclusiva proprietà della ditta appaltatrice comporta anche che potevano invitare amici e parenti in un cantiere. Inoltre ci piacerebbe sapere a chi spetta regolamentare, controllare, gestire, rispettare, definire e sanzionare casi similari.
Il problema è che finora la colpa e le responsabilità non erano mai di nessuno, ci si trincerava dietro al “si è sempre fatto così” e a tutti stava bene.
Purtroppo adesso ci sono “4 pori ciuchi” che pretendono legalità e trasparenza e la pretendono da lei Signor sindaco, perché se uno qualsiasi dei suoi cittadini non rispetta le regole, la colpa ricade anche su di lei. Perché se un problema legato alla città che amministra non lo ritiene affare suo, ci dovrebbe almeno spiegare di chi sarebbe la competenza?
Attendiamo fiduciosi una sua risposta che vada oltre quel tanto dovevasi. Siamo certi che concorderà con noi, utilizzare quelle due parole in un comunicato ufficiale è stato imbarazzante, ridicolo, superficiale e grottesco.
Un oltraggio all’esempio che un sindaco, come primo cittadino dovrebbe dare. Una sconfitta per le regole, una sconfitta per tutte le persone che hanno aspettato intere ore per vedere il passaggio della patrona, una sconfitta per la giustizia che lei dovrebbe rappresentare.
Signor sindaco, i viterbesi vorrebbero che lei fosse il garante della legalitĂ e della trasparenza, ci potrebbe garantire almeno il buono esempio?
Viterbo Civica
