Andrea Stefano Marini Balestra
Che la Regione Lazio si sia dimostrata matrigna verso la Provincia di Viterbo è purtroppo non una novità.
Adesso, però, l’emendamento dell’assessore Roberta Lombardi (M5stelle) penetra nelle carni della Tuscia per la moratoria imposta sino al 2022 di impianti fotovoltaici in regione, dove appunto, un progetto di 2 gigawatt regolarmente autorizzato e valutato favorevolmente per l’impatto ambientale, viene fermato da un tratto di penna.
Quindi, alla barba degli obiettivi green previsti dal governo centrale che con recente provvedimento (Decreto Red2 del 5.8. u.s.) ha recepito le linee della Comunità europea sulla semplificazione dei processi autorizzativi delle rinnovabili, nonché degli obiettivi del Pnrr che ha previsto finanziamenti per l’ampliamento delle fonti energetiche rinnovabili, la Regione Lazio, per tramite il suo Assessore blocca tutto, almeno per adesso.
Così si dice.
Ma di fatto, per adesso, vi è che nessun impianto potrà essere attivato nel territorio regionale ancorché autorizzato e finanziato.
Anche se nel frattempo sarà evidente giungere ad un compromesso, (così ha fatto sapere la Lombardi), nelle more e per discussioni, possono andare in fumo, meglio spostati su altri territori, 2 miliardi di investimenti e lavoro per 3000 persone.
Come conseguenza, non potranno essere raggiunti gli obiettivi UE da raggiungere entro il decennio, perché, non potendosi realizzare almeno 7,5 GW annui, ma solo un 0,8 Gw l’Italia rischia di perdere oltre che fondi, credibilità.
