Claudio Cianchella 

È iniziata la gara “” a chi le spara più grosse ”” …  se vinciamo noi  “Ti faremo e Ti daremo” … il posto di lavoro –  una vita privilegiata -  la villa al mare o la nota casa in montagna …  

     Non dobbiamo schernirci di queste apparenti elucubrazioni dal momento che rappresentano il corso degli eventi che stiamo osservando, sono “promesse all’Italiana” quel modus vivendi ed operandi che si protraggono da decenni e che probabilmente hanno successo, d’altronde se volgiamo lo sguardo nell’andato la memoria ci rende edotti che le promesse enunciate non sono state quasi mai mantenute ad eccezione quelle dei “voti di scambio”  …

 
     Cosa sono i voti di scambio? 

     Sono Innanzitutto sono lo status di “ipocrisia” della nostra cultura di cui abbiamo coscienza ma non tutti intendiamo privarcene … il privilegio è ambito in gran parte della popolazione quale tentativo finalizzato ad ottenere con la furbizia quello che non si riesce a conseguire con le capacità. Il voto di scambio è una manifestazione attraverso la quale il candidato di una determinata lista promette ad un elettore favori leciti o illeciti in cambio del voto per un interesse personale. È del tutto evidente che i responsabili dell’illecito (allorquando vengono “beccati”) sono soggetti a sanzione con la pena della reclusione!

 
     Cos’è la rappresentatività?

     È un sentimento che racchiude le qualità umane propense e tendenti a creare e rappresentare le sintesi in armonia con le istanze ed aspettative sociali, è fin troppo chiaro che il colui candidato oltre al carisma gli vengono richiesti quali requisiti:- Uno spiccato spessore culturale, competenza e soprattutto la sacra moralità. Questi sono i principi fondamentali della Rappresentatività!  

     Nella realtà purtroppo questi principi si perdono nelle voragini della politica “deviata”,  ad esempio … se sfogliamo le pagine delle liste elettorali di Caprarola emergono spiccatamente alcune storture o deviazioni sociali di alcuni candidati “affetti” da evidenti carenze di spessore culturale e luminosi elementi di visibilità di natura morale che possiamo definirli speditamente quali  “impresentabili”.

 
    Chi sono gli impresentabili …

      Sono una varietà di persone che socialmente e moralmente non godono di buona reputazione, ovvero sono da considerarsi pessime in presenza di momenti di rappresentatività o peggio ancora per incarichi istituzionali.  Coloro che hanno quali finalità quelle di candidarsi a svolgere il ruolo di amministratori (anche nel contesto Comunale) per essere definiti “impresentabili” sono sufficienti comportamenti cosiddetti “cafoneschi“ e non necessariamente debbono avere pregiudizi penali, ovviamente la presenza di quest’ultimo aspetto è ancora più grave  ... Ad esempio:-

“” Il vicino di casa o colui che crede di essere il “capo popolo” reclama con forza di essere quello che decide chi deve parcheggiare l’auto sulla via pubblica; quello che lascia abbaiare il cane dalla mattina alla sera; colui che tiene la radio ad altissimo volume; chi  arreca danno materiale ad altrui entità; colui/lei che usa un linguaggio volgare ed immorale; colei/lui che parla a voce alta con altra persona del palazzo dirimpettaio disturbando le occupazioni altrui, nella sintesi il “cafone” o qual dir si voglia “incivile” ed ancor … riproduce gli elementi comportamentali che non raramente sfociano in vere e proprie patologie sociali … anche queste entità  sono da considerarsi eticamente … Impresentabili … “””   

     Appare evidente che nelle condizioni di “impresentabili”, rientrano anche coloro cosiddetti “Porta Acqua” e cioè le persone che peregrinano a “bussare nelle abitazioni o pertinenze di esse” per ripetere le promesse cosiddette “acchiappavoti” studiate attentamente con i “loro docenti” che probabilmente nella eventualità di successo potrebbero offrire loro un posto di lavoro, impiego o posizioni privilegiate, ovviamente a discapito degli aventi diritto! 

  Riflessione …    

      Come è possibile programmare una evoluzione civile e culturale se perseveriamo ad indicare soggetti che non hanno le caratteristiche essenziali finalizzate ad amministrare una comunità, ovvero persone di dubbia moralità e con vigorose carenze culturali e sociali, (non pronunciamo Istituzionali dal momento che sarebbero elementi enormi da interpretare), come possiamo ipotizzare o peggio pretendere che il futuro sia migliore con questi “personaggi” … 

      Abbiamo citato Caprarola perché sono prossime le elezioni Comunali ma è alquanto evidente che il pensiero vale per tutte le situazioni elettorali politiche-amministrative sul territorio Nazionale.

      La ipocrisia può avere successo nell’immediato ma non paga nel medio o lontano periodo, poiché il nostro comportamento sarà evidenziato nella storia del futuro e cioè in quella dimensione contemporanea dei nostri figli prima e nipoti poi. Per avere una società migliore dobbiamo “mettere in campo” una compagine umana competente ed onesta, altrimenti ricadremo nuovamente nel crepuscolo della stupidità …


     Che il futuro ci sia amico …