Ricevo da Animal Equality e ti prego leggere

Ciao Mauro, qui Alice.
Oggi voglio condividere con te una lettera davvero importante che i Direttori di Animal Equality Italia, Spagna, Stati Uniti, Brasile, India e Messico hanno appena inviato ai rappresentanti delle istituzioni del Regno Unito per chiedere il bando definitivo del foie gras.
Come forse saprai abbiamo lavorato e stiamo lavorando in tutto il mondo per ottenere questo bando.
Quello che abbiamo visto negli allevamenti di oche e anatre per la produzione di foie gras in questi anni non può definirsi altro che una tortura.
Il “fegato grasso”, infatti, si ottiene ingozzando gli animali con enormi quantità di cibo, che viene inserito direttamente nel loro stomaco mediante un lungo tubo metallico.
Questo procedimento si chiama ‘gavage’, e a subirlo sono i pulcini maschi di oche e anatre, mentre le femmine vengono uccise appena nate perché il loro fegato viene considerato di qualità inferiore.
L’ultima fase della produzione di foie gras è qualcosa di orribile al di là di ogni immaginazione.
Gli animali arrivano a essere alimentati forzatamente anche due volte al giorno, portando il loro il fegato a diventare fino a 10 volte più grande del normale.
Ti lascio immaginare la sofferenza che provano questi animali per tutta la loro vita, confinati in piccole gabbie, oppressi da problemi respiratori e di deambulazione per le abnormi dimensioni raggiunte dal fegato e di come la morte giunga per loro estremamente dolorosa.
Tutto questo sta accadendo proprio ora, Mauro, a milioni di anatre e oche in paesi come Francia e Spagna.
E anche se la pratica è considerata così disumana da essere stata resa illegale in molti paesi - Italia e Regno Unito inclusi - aziende come i supermercati o ristoranti sono comunque legittimate a importarlo dall'estero.
Questo cosa significa? Che paesi come l’Italia continuano a trarre profitto dalla sofferenza di anatre e oche, pur non producendo foie gras direttamente.
Ma se non è accettabile produrlo, allora come può essere accettabile importarlo?
Negli anni, Animal Equality ha prodotto e rilasciato una vastissima mole di investigazioni sugli allevamenti di foie gras per mostrare a tutto il mondo come vengono allevati e uccisi questi animali, rivelando cosa si nasconde dietro un prodotto purtroppo ricercatissimo e ancora largamente considerato un cibo “prelibato”.
Per mettere fine a queste torture abbiamo rilasciato immagini ottenute sotto copertura in allevamenti in Francia e Spagna e lanciato una campagna per chiederne il bando in tutto il mondo, campagna che ha portato a importanti traguardi:
- Coop Italia è diventata il primo supermercato in Italia a vietare la vendita di foie gras a seguito di una nostra investigazione. Recentemente, tutti i più grandi supermarket in Italia hanno annunciato di aver preso le distanze da questo prodotto francese.
- La messa al bando del foie gras in India, primo paese al mondo ad attuare un divieto a livello nazionale sull’importazione di foie gras.
Nonostante i successi, la strada per bandire il foie gras è ancora in salita.
Pensa che in tutto il Regno Unito vengono importate ancora quasi 200 tonnellate ogni anno.
Per questo abbiamo scritto a George Eustice, Segretario di Stato per l’Ambiente del Regno Unito e a Lord Goldsmith, Ministro del Benessere Animale nel Regno Unito, per chiedere una presa di posizione chiara.
Mentre George Eustice ha recentemente rilasciato dichiarazioni poco orientate a un impegno concreto per il divieto, Lord Goldsmith è invece apparso favorevole alla messa al bando del foie gras “nei prossimi mesi”.
Forse ti starai chiedendo perché ci stiamo muovendo insieme al Regno Unito, Mauro.
Il primo motivo è che l’opportunità di ottenere questa vittoria è concreta e un problema globale richiede azioni coordinate a livello internazionale.
Secondo, perché storicamente il Regno Unito ha sempre spianato la strada a riforme legislative internazionali e ci auguriamo che faccia da apripista anche stavolta.
Dopo anni e anni di lavoro svolto a livello internazionale stiamo per ottenere un traguardo importante e non possiamo permettere che il Governo inglese continui a temporeggiare su questa questione così importante.
Con stima,
Alice Trombetta
Direttore esecutivo
Animal Equality
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P.S: Ciao Mauro, ti scrivo per informarti che abbiamo scritto alle istituzioni del Regno Unito per chiedere una presa di posizione forte e chiara sul bando del foie gras. Siamo vicinissimi all’obiettivo e chiediamo che questa pratica crudele finisca una volta per tutte: LEGGI LA LETTERA ALLE ISTITUZIONI INGLESI.
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