Frisigello da Viterbo
La famosa frase del grandi Gino Bartali ben s’adatta alle vicende viterbesi recenti.
Nell’approssimarsi delle feste di Santa Rosa, da secoli l’evento più sentito in città, il capoluogo delle Tuscia, non per colpa dei suoi cittadini, ma dei suoi amministratori, sta dando il peggio di sé.
Da oltre due settimane la Giunta comunale è azzerata, quindi paralisi amministrativa proprio in un periodo in cui necessita un’azione corale per presentare ai viterbesi ed ai forestieri che vogliono venirci a trovare il meglio della Città.
Invece?
Mentre da parte del Comitato per la sicurezza pubblica, con piena acquiescenza del Comune, si vieta il trasporto della Macchina di Santa Rosa ed anche la processione con il suo cuore incorrotto senza che qualcuno da parte abbia trovato soluzioni, ad una trentina di chilometri da capoluogo è andato in scena per quasi una settimana un raduno di giovani sballati con dieci migliaia di partecipanti senza che qualche autorità abbia battuto ciglio.
Poi, l’ultima di ieri. Anche la “fiera” di Santa Rosa quest’anno non si fa.
Troppo costosa, ha detto il Sindaco che, aveva ipotizzato, sempre rinnegando il Centro storico, farla svolgere al Poggino.
Vi rendete conto di un’altra storica usanza da farsi fuori dalle mura!
Sembra proprio che il sindaco Arena ed i suoi ex assessori ce la mettano tutta per svilire il centro storico in favore delle periferie cittadine cosi orrende sino a farle giudicare da Vittorio Sgarbi come: ” da bombardare”.
Addio Viterbo bella!
Quindi, per il Settembre viterbese a Viterbo città quest’anno non si farà nulla, salvo un recital rumoroso che avrà luogo nei pressi del Camposanto dove una lapide recita: “scuola di pensieri migliori” che non certo potrà essere quella di urlacci sparati a 100 decibel da artisti di moda.
Anche qui, con la scusa della pandemia il centro storico è escluso, proprio quel centro storico, che la consigliatura Arena aveva promesso rivalutare ed anche istituito un apposito assessorato, resta deserto.
L’unica iniziativa che sembra presa è stata quella del montaggio della Macchina di Santa Rosa in piazza del Plebiscito. Iniziativa ridicola, inutile, costosa forse vantaggiosa solo all’impresa costruttrice, ma non certo ai viterbesi che dovranno sorbirsi quel mamozio in piazza per venti giorni che gli renderà difficile anche la circolazione pedonale.
Io Frisigello sono viterbese. Figuriamoci se non amo la mia Santa, quindi il trasporto della Macchina di Santa Rosa, i suoi facchini e tutta la festa popolare del 3 settembre ormai da quasi tre secoli!
Ma, un conto è la Macchina di Santa Rosa che cammina illuminata nelle buie vie cittadine nella magica notte settembrina ed un altro, di giorno, quando spenta e ferma, appare un mucchio di cartapesta bianchiccio, quasi un carro di carnevale in disuso.
La Macchina di Santa Rosa deve la sua bellezza perché è una “bella di notte”, così viene progettata dandole degli effetti che solo un’illuminazione naturale a lumini e fasci di luce elettrica possono dare. Senza illuminazione, di giorno, non vale niente.
Che Santa Rosa ci perdoni!
In conclusione, sarà per la scusa della pandemia, sarà per la scarsezza di risorse e soprattutto di idee che quest’anno Viterbo non avrà non solo la sua festa patronale, ma tutto il contorno del “settembre viterbese”.
Siamo anche al paradosso che per assistere al pontificale del Vescovo necessita, non solo il certificato vaccinale, ma anche prenotazione e biglietto.
Altro che festa popolare.
Si rende complicata anche la partecipazione a riti sacri per timore del contagio di una malattia quando dal Vangelo abbiamo appreso che Gesù andava dai lebbrosi.
Appunto, “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”.
In primis, la Giunta comunale di Viterbo!
