Giuseppe Di Prima
 
In occasione della Giornata mondiale dedicata al "migliore amico dell'uomo” mi sembra ovvia qualche precisazione. Il cane vive a fianco dell'uomo da millenni, compagno fedele ed irrinunciabile nel nostro quotidiano così come nel lavoro. Fedele, leale, giocherellone, in grado di strapparci un sorriso nelle giornate più buie e compagno di lavoro in tanti ambiti operativi, dalla difesa della persona e del territorio fino alle attività di soccorso in caso di calamità naturali o eventi emergenziali.
 
Oggi infatti svolge compiti di primo soccorso sanitario, soccorso tecnico-logistico ed assistenza alla popolazione nell'ambito del sistema nazionale di protezione civile in caso di calamità naturali in Italia e all'estero. Ma come il cane è arrivato al tal punto? Ci sono voluti migliaia di anni di interazioni per sviluppare il legame profondo che ci unisce a loro. I cani si sarebbero evoluti dal lupo selvaggio circa 15mila anni fa, quando per il dominatore della terra, l’uomo, un’amicizia cambiò totalmente la sua vita e quella di molte altre specie.
 
Questa interazione tra due specie così diverse e così potenti è stata estremamente complessa e, per certi versi, ancora misteriosa. Questa vera e propria metamorfosi evoluzionistica unica nel suo genere ha plasmato questo animale per adattarlo a noi. Nei cani questa sindrome ha una caratteristica in più, un segreto tra noi e loro, un aspetto fondamentale del nostro rapporto: l'attenzione e la comprensione dell'uomo e delle sue azioni.
 
Dopo millenni di convivenza un animale estraneo alla nostra specie è in grado di capire segnali che noi stessi ci scambiamo, di capire il nostro linguaggio dei segni e le espressioni del volto, una vera e propria novità evolutiva che ha probabilmente un'origine antichissima. Anche se la sua nascita e i suoi rapporti con la specie umana sono ancora un enigma quello che sappiamo è che la collaborazione tra un efficiente predatore e una specie culturalmente dominante ha condotto a un capolavoro: IL CANE.
 
Volete mettere infatti il piacere del tempo passato insieme? Parliamo con loro nello stesso modo buffo con cui parliamo ai neonati, ci confidiamo come si fa con gli amici, li accarezziamo come fossimo amanti, li rimproveriamo e ci giochiamo come con i nostri figli e ci litighiamo come si litiga nelle coppie.
 
Loro ricambiano rimanendoci sempre vicino nella buona e nella cattiva sorte. Ci guardano dal basso verso l’alto con i loro sguardi irresistibili, ci leccano, ci chiedono coccole con la zampa e appoggiano la testa sulla nostra gamba aspettando una carezza. Sono pronti a difenderci da tutto e da tutti, che noi si sia alti o bassi, belli o brutti, ricchi o poveri, simpatici od antipatici.

Compatiscono i nostri difetti perché siamo compagni di vita. E’ questo che rende il legame così forte. E’ questa la grande lezione del cane: NON SOLO AMA, MA INSEGNA AD AMARE!
L'uomo è convinto di aver addomesticato il cane: forse è vero il contrario.