Viterbo CRONACA Ci gira questa email il console del TCI a Viterbo, Vincenzo Ceniti, e noi la pubblichiamo

fra Marino Brizi da Piansano, cappuccino
Signor Vincenzo, salve. Un messaggio che non si aspetta sicuramente, proveniente dal largo dell'Oceano Indiano.
Mi presento: fra Marino Brizi da Piansano, cappuccino, emigrato in Madagascar 31 anni orsono.
Disprezzo cordialmente la moda del mi piace - non mi piace, di Facebook e simili.
Ma questa volta non ho retto alla voglia di fare un piccolo commento al suo articolo dell'ultima Loggetta: VITERBO 1970. Mi piace! Per forza, l'argomento mi tocca, mi stranguglia.
A cavallo degli anni 70 avevo 20 anni! Che tempi! Su dai Cappuccini, tra Aristotele e San Tommaso, tra padre Ubaldo e Padre Filippo, allevamento di tacchini, pomodori in bottiglia, scappate alla Palanzana con caldarroste e polletti dei nostri allevamenti.
Vivevamo in un mondo ovattato e ben protetto. E nessuno avrebbe immaginato che un giorno mi sarei ritrovato allo sbaraglio nell'ultimo Gondwana.
Secondo il suo articolo, dei re ci passavano accanto, dei gran personaggi, degli eventi straordinari, ma noi non sapevamo niente. Mi sarebbe piaciuto stringere la mano a Hailé Selassié. E poi il '68, lo sbarco sulla luna...
Bisogna dire almeno che conoscevamo Villa Lante, Ferento, il Quartiere medievale, la Quercia, Ferruccio Gatta... E poi bisogna aggiungere che una finestrella sul mondo s'apri', con l'avventura dei Francis Boys.
E' vero, ad una certa étà ci piace rivisitare il passato, valutare gli errori, gli exploits e perché no, mettere per iscritto, in modo che i posteri possono affrontare l'avvenire, forti di conoscenze e esperienze già acquisite. Un lavoro questo che La Loggetta fa in maniera insuperabile, grazie al suo Leader e a decine e decine di ottimi collaboratori. Grazie a lei, grazie a tutti.
fra Marino
