Andrea Stefano Marini Balestra

Dopo quasi un millennio di attività termale nella zona oggi conosciuta come “Le masse di s.Sisto”, un moderno burocrate è stato capace farla cessare.

Un’attività turistica popolare a costo zero per utenti ed enti comunali è stata condannata a chiudere, addirittura, oggi ad essere spazzata via dalle ruspe. E’ solo mancato lo spargimento del sale.

La furia dei priori viterbesi che abbatterono a suo tempo la città di Ferento (anche li c’erano terme !) si è risvegliata giorni fa demolendo e distruggendo un’infrastruttura turistica nel suo territorio che per decenni aveva assicurato presenze ed indotto nella Tuscia.

L’arroganza e la prepotenza di qualche confinante acquirente di terreni da destinare a colate di cemento e villettume, ha vinto. 

Hanno così ottenuto vittorie le nostrane società immobiliari nei contenziosi civili ed amministrativi, in conseguenza, anche con particolari complicità,  sono riuscite far chiudere uno storico sito termale libero funzionante dall’antica Roma. 

In definitiva, per via giudiziaria è stata perpetrata un’ingiustizia.

Complimenti Comune di Viterbo! 

I tuoi amministratori anziché difendere con le unghie ed i denti ogni tua presenza turistica, anche se con ritardo, hanno dato acquiescenza alla Regione Lazio, proprio quella che per la Tuscia si comporta come nemica.

Non saranno stati gli “americani” degli anni 50, cioè quelli che con i dollari in saccoccia compravano tutto, i turisti balneari delle “Masse di S.Sisto” solo desiderosi fruire i vantaggi termali senza spendere somme presso le terme “ufficiali”, ma senz’altro hanno rappresentato presenza sul territorio necessitando, anche per chi usa il camper, fare la spesa, ed in ogni caso poter conoscere le nostre bellezze artistiche diffondendo il buon nome della Tuscia.

Adesso, i liberi bagni termali nel triangolo tra la Cassia e lo svincolo della Superstrada non ci sono più, sono in pericolo quelli del Bagnaccio la cui attività è sospesa.

Bravi viterbesi. Abbiamo fatto un regalo a Civitavecchia che nelle sue libere terme della Ficoncella fa ogni giorno il pieno.