Il sindaco di Nepi, Franco Vita

Comitato No IMU Agricola

Si integri la governance del Biodistretto: vogliamo esserci. Sindaco di Nepi e Biodistretto, improbabile alleanza.
La polemica tra gli agricoltori e il sindaco di Nepi, fiancheggiato dal Biodistretto della via Amerina, ha rivelato ormai l'inconsistenza dell'ambientalismo del primo cittadino di Nepi, ma anche quella del Biodistretto.

Il sindaco Franco Vita continua a scagliarsi in primis contro i nocciolicoltori accusandoli di essere i primi responsabili dell'inquinamento dei fossi e di depauperare con i pozzi le falde idriche del Comune. Il Biodistretto lo spalleggia e lo sostiene affermando che gli agricoltori devono tornare a essere contadini e non imprenditori e nell'ultimo proclama del 16 luglio si scaglia anche contro le centrali termiche a pannelli solari sui terreni agricoli.
Allora occorre capire un po' meglio come stanno le cose sul fronte inquinamento, sul fronte idrico, sul fronte del depauperamento del suolo e dell'ambiente. E su cosa si basano le strane alleanze cui assistiamo.

1 - Per statuto nel Biodistretto devono sedere i rappresentanti della società civile, i principali sindacati di categoria e le principali associazioni dei produttori. Chiediamo quindi a sindacati e associazioni di chiedere di aderire e al Biodistretto di stimolare questa adesione prevista da statuto. Anche perché questo è ciò che stabilisce l'Unione Europea e in base a questo il Biodistretto accede a finanziamenti pubblici. Anche alla Regione chiediamo - che i contributi eroga - chiediamo di integrare la governance del Biodistretto e non solo con i produttori di nocciole, ma con tutte le espressioni del mondo agricolo sul territorio.

2 - I noccioleti sono solo una parte delle colture esistenti. Non usano quasi mai glifosate né gli antiparassitari vietati dal sindaco con la sua ordinanza. Con gli accordi sulla "produzione integrata", inoltre, tutti i problemi sarebbero superati e monitorati.
3 - Il Comune di Corchiano, membro del Biodistretto, afferma di essere riuscito a ridurre drasticamente i trattamenti e l'utilizzo di acqua in agricoltura (qui i noccioleti occupano l'80% dei campi) grazie ad accordi con Assofrutti e alla sensibilizzazione degli agricoltori, attraverso il dialogo e il monitoraggio in campo. Senza nessuna ordinanza.
4 - Stessa esperienza per i comuni di Gallese, Vignanello, Soriano, Carbognano, Bomarzo e Vasanello. E da ultima anche Fabrica di Roma. Ma Nepi rifiuta dialogo e accordi e controlli.

5 - Abbiamo già parlato della lottizzazione approvata per circa 100 ettari sul territorio di Nepi a poca distanza dal Parco del Treja e della Cascata di Monte Gelato. Ma a questo proposito sempre silenzio!
6 - Su diversi ettari del territorio di Nepi, sono stati impiantati ettari di pannelli solari, su terreno agricolo. Ma anche di questo nessuno parla.
7 - Il Biodistretto dichiara guerra alla monocoltura: ma dove era quando la Regione Lazio (così come altre regioni) con Ismea - vista la grande crisi degli altri prodotti agricoli - ha incentivato gli impianti di nocciole di migliaia e migliaia di ettari?
8 - Molti vorrebbero fare biologico. Ma perché non di attiva una ricerca con l'Universita della Tuscia per studiare una lotta bio contro la cimice asiatica che è il vero ostacolo al biologico?
9 - Nel fosso Solfarata, ma non solo qui, c'è visibile inquinamento probabilmente da mancata depurazione (ma sono in corso analisi su prelievi fatti da noi) e vivono lì centinaia e centinaia di tartarughe carnivore orientali - gettate lì da chi le ha acquistate per casa e poi non ha più saputo cosa farne, anche perché crescono a vista d'occhio e sono molto aggressive - che divorano ogni specie vivente. Tartarughe che presto invaderanno anche il Treja. Il sindaco lo sa? E il Biodistretto? Come può esistere biodiversità in quelle condizioni?
10 - Uno dei pozzi che fornisce acqua a Nepi si trova a ridosso della lottizzazione Donna Maria, alla faccia dei limiti di rispetto invocati da sindaco e Biodistretto. Si pensa di sanare la situazione?
Ecco, noi agricoltori smetteremmo anche subito le polemiche se qualcuno desse risposte a questi punti. Riteniamo infatti abbastanza inutile l'ordinanza di Nepi rimodulata e valida fino alla fine della raccolta delle nocciole (30 settembre): così dopo gli agricoltori che coltivano e allevano altro possono ricominciare a usare i tanto banditi veleni? Giudichiamo calunnie pretestuose gli attacchi ai nocciolicoltori e temiamo davvero che a forza di dire - del tutto falsamente - che il territorio della via Amerina è un concentrato di rifiuti tossici in cui si muore per i trattamenti in agricoltura - come afferma il sindaco di Nepi - si uccida la vera risorsa che dovremmo invece rafforzare e auspicare, ovvero il turismo colto, non di massa ed esperienziale.

Ultimo chiarimento: le notizie che pubblichiamo sono tutte presenti su Internet, non c'è nessun "informatore" e nessun antagonista del sindaco che ci ispira. Noi, Comitato No Imu Agricola, siamo nati nel 2015 in una riunione tenutasi all'Aldero Hotel, per combattere la norma del governo Renzi che voleva introdurre, appunto, l'Imu per le aziende agricole. Siamo centinaia di coltivatori e veniamo da tutti i Comuni della Tuscia.
Infine: l'attività del primo cittadino di Nepi è talmente irritante che ci porta, in quanto cittadini e imprenditori, a portare alla luce e denunciare fatti e comportamenti non del tutto coerenti e in linea con i proclami ufficiali. Però, ripetiamo, su tutti i fatti elencati non abbiamo ancora avuto nessun chiarimento né alcuna smentita.

Ps. C'è però un'altra cosa interessante: l'impresa che vuole costruire su quei 100 ettari si chiama Società Agricola Monte Nevoso, circostanza facilmente verificabile su Internet. Che siano questo tipo di aziende agricole che piantano pilastri di cemento le preferite del sindaco, piuttosto che quelle che piantano alberi?